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Pensieri sparsi...

Preferisco l'umorismo alla politica,mi pare piu' giusto ridicolizzare cose serie che spacciare per serie cose ridicole. (G. Monduzzi)

Le cose serie vanno affrontate con leggerezza. Quelle di poco conto con serietà. ("Hagakure", il codice segreto del samurai)

Io parto per strappare una stella al cielo e poi,per paura del ridicolo, mi chino a raccogliere un fiore. (Kipling)

Omnem crede diem tibi diluxisse supremum (Fa' conto che ogni giorno sia stato l'ultimo a splendere per te )

Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Se pensi a una cosa alle tre del mattino e poi ci ripensi l’indomani a mezzogiorno, arrivi a conclusioni diverse. (Snoopy)

Satira: E' l'umorismo quando perde la pazienza. (G. Mosca)

Umorismo: e' il sorriso dell'intelligenza. (E. Ionesco)

L'umorismo e' un modo di scrostare i grandi sentimenti della loro idiozia.(R.Queneau)

E' difficile far ridere al giorno d'oggi. E' molto più facile far piangere, basta una cipolla. (C.Marchi)

Chi sa ridere è padrone del mondo (G. Leopardi)

La fantasia è più importante della conoscenza. (A. Einstain)

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19 maggio 2006

Unione. Odissea nello Strazio. Nona Puntata.

Governo. Ultima frontiera. Le avventure dell'astronave Unione durante la sua missione quinquennale diretta alla conquista del Consenso Elettorale fino ad arrivare la, oltre i confini conosciuti del ridicolo.

Dal Diario del Capitano James Tentenna. Data astrale Maggio 2006.9. Virgola 4.

Siamo sbarcati. Finalmente. L’equipaggio si è dato al saccheggio ma bisogna capirli, dopo 5 anni di Traversata dello Spazio. Sono scoppiate furibonde lotte per le promozioni. Il capitano Vanninspak ha inoltrato formale protesta contro Mastellix e Boninax  che hanno creato problemi al nucleo di curvaturaCapitano, quel maledetto Demok-crist vuole buttare Boninax nell’alimentatore dei motori a cristalli di dilitio”. I Rosapsik hanno minacciato di grippare il sistema se non promuovevo Boninax. Il tumulto dei Ciompi pareva, gente armata e schiumante che si minacciava, lotte furibonde per avere la promozione. Io a fare il parafulmine e il corpo elettorale a inoltrare continue proteste per gli schiamazzi e le urla belluine. Rutellix, in netta controtendenza, sembrava un Cercopiteco in amore.

Dopo giorni e notti trascorse senza sonno a scrivere e riscrivere organigrammi, ho riempito le venticinque caselle ministeriali e sciolto le riserve. Tutto a mano e da solo ho dovuto fare, il Computer Centrale,  che mi rema sempre contro, si è rifiutato di elaborare la lista degli ufficiali da promuovere. Ha ribadito di essere una macchina non il Padreterno. Ha inviato comunicazione di "Memoria insufficiente per eseguire l'applicazione". Io ho cercato di fargli capire che non voglio eseguire delle applicazioni, ma metter su un Governo, ma non mi ascolta. Non che sia una novità, ma insomma son cose spiacevoli. Il capitano Carusok si è subito offerto per sistemare il computer a colpi di spranga. Un giorno o l’altro mi vendico e gli do l’Ok.

Allo Spazioporto ho messo un fedele ufficiale della vecchia guardia, Napolitanok,  uno uso ad ubbidir tacendo. L’unico. Questa raccolta differenziata ministeriale è usa a disubbidir parlando. Sul circuito del sistema di  trasmissione il Corpo Elettorale ci segue continuamente. Questo naturalmente non ferma la mia indisciplinata ciurma di esibizionisti. Son riusciti tutti a dare il meglio naturalmente. Durante le procedure di sbarco e la cerimonia di Giuramento davanti al Corpo elettorale mi han fatto fare la solita figura da Canbronne.                                                      

Dipietrok ha introdotto la nota comica, durante il suo giuramento s’è guastato l’alimentatore a fotoni e siamo rimasti al buio. È offeso e non mi rivolge parola perché ho promosso Mastellix al posto che voleva lui. Che strazio. Dalemok con la solita, endemica, spocchia ha fatto notare che un tempo c’era lui al posto mio. Temo che lo rivoglia perché mi guarda strano ultimamente. Il mio nuovo assistente al Ponte di Comando  si chiama Malinconik. Ho scelto il meno peggio. I suoi contendenti erano Stranox e Meschinok. I rappresentanti della Galassia Newspapers han subito sghignazzato e mi hanno bombardato a colpi di editoriali a fotoni ironici. 

Appena usciti dallo Spazioporto, l’equipaggio ha cominciato a inoltrare dichiarazioni che i Newspapers hanno subito immesso nel circuito di Comunicazione Intergalattico. L’intero Universo ha assistito allo spettacolo. I miei indisciplinati ufficiali hanno nell’ordine, demolito il Ponte sullo Stretto, ritirato le truppe dall’ avamposto Ir-q. Abolito il vecchio Sistema di Comunicazione  Gasparrok. Pecorscaniok ha riaperto la guerra alla Tav. Gli strilli della Mercedes si son sentiti sino ad Orione. Le truppe della Sinistra si sono esaltate e vogliono abrogare una festa molto amata dal Corpo Elettorale. Parisix e Erpiottek con la partecipazione straordinaria di Rizzok, il nostro  Kojak, hanno ingaggiato una rissa gigantesca. Il tutto  a tempo record. Han cominciato subito a remarmi contro. Neanche due ore per far tutto.

Il Corpo Elettorale naturalmente ha inoltrato formale protesta in triplice copia chiedendo polemicamente al Capitano, cioè moi, che diavolo ci stà a fare se non sa controllare il suo equipaggio. Ha inoltre ribadito che siamo “Una manica di deficienti rissosi”. Non che abbia tutti i torti, ma questo è lo scalcinato equipaggio che ho a disposizione e si fa quel che si può. Che palle.

Ciliegina sulla torta gli ufficiali femmine hanno inviato vibrata protesta per la scarsità di promozioni destinate alla categoria. Gli antichi navigatori si che erano saggi, non portavano mica le donne a bordo. A me invece tocca tenermi pure loro. Il mio Comandante in Capo, nonché Consorte Ufficiale, si è schierata con loro e ha rifiutata di assistere alla cerimonia con la scusa di un convegno sull’asteroide Cgil.

Mi ha inviato un’inquietante comunicazione di servizio “Puoi scordarti il telecomando. Ritieniti fortunato che non ti degrado”. Che giornata. Mi chiedo chi me l’ha fatto fare di prendere il comando di questo catorcio. Dipietrok ha tentato di inviare l’intero equipaggio in Svizzera. Che mai ci sarà in Svizzera mi chiedo.
Ora mi ritiro nei miei alloggi, non ci sono per nessuno. Chi osa disturbare lo infilo nel teletrasporto e lo invio su Vega a coltivar patate.
-Continua-

Le puntate precedenti le trovate qui... 1-2-3-4-5-6-7-8...e anche QUI




permalink | inviato da il 19/5/2006 alle 10:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (56) | Versione per la stampa

11 aprile 2006

Bisogna saper perdere…

Risorti dalla polvere rossa dove credevano di averci già sepolto. Tutti già pronti per il festoso funerale che avrebbe sepolto la destra. Un altalenante pomeriggio di passione che ha visto colpi di scena senza soluzione di continuità. Le sciampiste hanno fatto il loro dovere compatte. Sono state segnalate colonne di Porche Cayenne con a bordo le simpatiche esperte del capello che in massa si sono recate a votare disciplinatamente e convintamene per la destra. E hanno salvato l’Italia dal Prodigio Progressista. E questo è un fatto.

Un rosso pomeriggio di passione con caroselli progressisti che baldanzosi godevano del trionfo annunciato. Annunciato ma non confermato perché come disse il Tentenna “Prudenza perché i dati sono incoerenti”. Parola di esperto. Di colui che ha fatto dell’incoerenza il suo tratto distintivo.

Gli exit pool hanno di nuovo toppato clamorosamente. Su Sky un Piepoli traumatizzato non capiva perché i dati reali si rifiutassero ostinatamente  di adeguarsi ai suoi sondaggi ed exit poll. Da indiscrezioni pare che sia già pronta la denuncia al tribunale sportivo per comportamento scorretto.

Fassino veniva promesso in varie trasmissioni ma l’uomo scivolava come un’anguilla. La Nexus si è chiusa in uno sdegnato silenzio solidarizzando con Piepoli. Piazza S.S. Apostoli è partita in un tripudio di bandiere festanti che garrivano al vento dell’illusione unionista. Poi è arrivata la tramontana Polare che ha gelato gli entusiasmi del popolo progressista.

Tentenna era macerato da dubbi Morettiani “Mi si nota di più se vado o non vado?” Lo champagne è stato rimesso in fresco per il prossimo capodanno. Prodi è stato sorpreso mentre cercava di filarsela all’inglese. E’ stato avvistato e ha dovuto tornare nel fortino. Poi è salito sul palco a cacciar balle e fare velate accuse sui ritardi.

Il Masaniello dell’Unione ha tentato di incitare la folla. Con scarso successo, le truppe erano demotivate e poco combattive. Dimentica che nel 2001 l’allora ministro Bianco fece ridere l’universo mondo per le scene tragicomiche di elettori in coda con risse e i seggi rimasti aperti ad oltranza per permettere a tutti di votare.

Rutelli era come il bollettino della neve. Non pervenuto. Voci incontrollate parlano di profonda delusione del fotomodello prestato alla politica. Delusione per il contributo dato dalle sciampiste alla debacle progressista. Ha parlato con amarezza di tradimento di una categoria alla quale da quotidianamente un robusto contributo economico. Pare che rammaricato abbia parlato di ingratitudine.

Intanto la piazza si interogava. La domanda angosciante correva di bocca in bocca, la Campania, l’ultima spiaggia, l’ancora di salvezza cui aggrapparsi rimaneva un incognita. Se andavano a casa a guardare Mediaset lo sapevano. Intanto la tensione saliva come uno tsunami inarrestabile. Mentre aumentavano le sezioni scrutinate si assottigliava sempre più la differenza tra i poli. Una vittoria di Pirro per entrambi giocata sull’ultimo voto. Il famoso voto della bandiera. Inutile per governare ma vuoi mettere la soddisfazione.

All’1,30 viene annunciato Fassino. La tensione sale per l’attesa della primadonna diessina che creava il pathos . Il coupe de theatre prevede che Piero l’Intercettato arrivasse in conbine con i definitivi del senato. Abemus Senato, almeno quello. Visto che i diesse sono rimasti inchiodati come rocce al loro minimo storico. Quando si dice affezionarsi alle cose.

Ma il destino cinico e baro, le sciampiste e i sardi del Mediocampidano hanno negato il risultato e il Piero  non s’è mostrato. Gli abitanti del misconosciuto  Mediocampidano  hanno tenuto col fiato sospeso l’Italia nottambula in attesa di conoscere il destino del Senato. Poi Fassino è arrivato e ha fatto la battuta “Abbiamo vinto”.  Cosa? Caro alla Camera forse perché alo stato dell’arte non c’è certezza e lo scarto è minimo e suscettibile di ulteriori controlli. E poi senza Senato n’do annate?  In piazza intanto andava in scena il prodigio comico. Tentenna e l’Indossatore che si abbracciano sulle note  di Fossati.

I giornali di sinistra hanno creato titoli in consecutio temporum. L’Unità parla angosciata  e accorata di  “Italia in bilico” e il Manifesto pragmatico fotografa la caduta “Ci siamo fatti del male”. Inciampati malamente. Che botto. Intanto la piazza dimostra cosa il popolo  progressista che accusa la becera destra di alimentare odio e divisioni, intende per rasserenare il clima. Sul maxischermo che domina la piazza appare Mentana e partono fischi  e insulti nei confronti dell’odiata Mediaset.

Dedico ai poveri, depressi, delusi progressisti sull’orlo di una crisi di nervi  un mitico pezzo degli anni 60 “Bisogna saper perdere. Non sempre si può vincere. Ogni volta che tu vuoi. Tu non devi odiarmi se sorridere non sai. Dammi la tua mano siamo amici più che mai! Bisogna saper perdere! Bisogna saper perdere! Non sempre si può vincere e allora cosa vuoi?”
Ieri ho avuto un boom di accessi..oggi ho scoperto perchè. Son finita su Dagospia col post di sabato. Ecco il link..
        http://213.215.144.81/public_html/articolo_index_23565.html




permalink | inviato da il 11/4/2006 alle 8:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (167) | Versione per la stampa

29 agosto 2005

Totti & C. I Calciatori e l'evoluzione della specie.

Su Repubblica domenica è apparso un gustosissimo, affascinante, articolo sui calciatori e la loro evoluzione, assolutamente stupefacente, Lsd direi. L’autrice, pure lei stupefacente, comincia descrivendoli così “Sexy…Erotico…Con gli occhi neri e il tuo gioco micidiale...Pizzetto...Sopracciglia rifatte...Hollywood a centrocampo...Più Saint.Tropez che san Siro”. Dovrò cominciare a interessarmi di calcio.
“Accessoriati...con Ipod e Siti Internet”. E ancora “Niente peli…Tutti depilati…Muscoli non più coperti da foresta…Aspetto meno macho”. Signora, Si contenga!  “Il corpo meno sacro”. Avevano il corpo sacro? “Tatuaggi…Dio dello sport ti offro i miei centimetri: che vogliamo scriverci?” E’ un mondo sconosciuto che mi si rivela. Tazebao in pelle umana.
Pare preferiscano la pantofola per non allacciarsi le scarpe. Difficoltà coi nodi? Ma alla scuola materna che hanno imparato? “Via le maglie con le cuciture, provocano abrasioni…Il corpo va protetto”. E che portavano? Maglie di ruvida lana modello pastore transumante? Continua dicendo che il corpo va “Fatto respirare, non offeso col sudore”. Signora se si agitano e fa caldo sudano, è offensivo solo se non si usano deodoranti.
Per i pantaloncini, l’Adidas, pare stia studiando un tessuto “Per evitare dispersioni” Di che cosa? Meglio andare oltre. Politicamente "67% centrodestra, 20% Centrosinistra. Molti del Livorno sono di sinistra”. Lucarelli col pugno alzato ce lo ricordiamo. Una volta le fidanzate passavano tutta la domenica “In pigiama ad aspettare”. Perché poi non si vestissero non è spiegato. Pare che la fedeltà sia riservata allo “Stylist che cura l’immagine”. Di quella vivono. Come dargli torto.
“Leggono pochissimo e hanno studiato ancor meno”. Ma non dev’essere granchè importante visto quanto scritto sinora. Stipendi miliardari “Quasi nulla spesi in letture…imbarazzanti interviste con dietro librerie vuote come il frigo d’agosto”. Signora, alla luce di quanto detto sopra non mi pare poi così strano. Certo che almeno finti, tipo esposizione di mobili.
Però sensibili, pare che Totti "Voglia fare un Live8 dei calciatori per l’Africa”. Dopo i Pink Floyd e gli Who Er Pupone alla tastiera, sai che audience. “Prima il calciatore era antropologia, come la scimmia di Darwin”. Signora, sempre alla luce di quanto scritto a me pare che lì siamo rimasti. “Ora è sociologia contaminata da cronaca e attualità…il calcio non porta palla ma moda”. E a quanto pare pubblicità, visto l’elenco che ci propina. Dallo yogurt all’orologio.
“Viene invitato nei salotti…non importa se ha poco da dire…E’ ricco e ha immagine”. L’edonismo all’ennesima potenza. “Prima andava in tv vestito da cresima…intimorito” Educato direi. “Ora siede a gambe aperte..” Un po’ cafone…E le dispersioni? “Sguardo alla telecamera molto ricompensato”. Animali da palcoscenico. “Vieri sorride…e se parlava era un’edizione speciale?”. Signora direi proprio di si, meglio zitto in ogni caso.
Gli status-simbol “Porsche. Tv e Play-station”. Ognuno ha i suoi limitati miti. Poi nel finale la distruzione del Mito “Non appartengono al mondo dei valori. Sono pezzi di iceberg che vanno alla deriva”. Se lo dice lei. ”Il calciatore oggi è un uomo solo…che non cura l’anima ma i dintorni”. Per curare l’anima bisognerebbe prima avere la consapevolezza di possederne una.
Finale necrofilo. ”Quando morì  Meroni, un pazzo rubò il suo fegato, convinto ne avesse tanto”. Un ristoratore in crisi d’approvvigionamento? "A questi che gli prendono, il braccialetto?” Signora io la domanda sull’insostenibile,  vacua inutilità, della specie calcistica me la sono posta sin dall’inizio.

 




permalink | inviato da il 29/8/2005 alle 8:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (34) | Versione per la stampa

2 luglio 2005

Il Prode Prodi alle prese col computer. Lezione di Outlook.

Gola profonda, il nostro infiltrato speciale alla prodiana fabbrica ci invia questa gustosa cronaca.
Tempo fa il Prode Prodi aprì un blog, ma, a causa della congenita incapacità informatica, nonchè della ben nota sindrome da foglio bianco che lo affligge dai tempi delle elementari, fu un clamoroso insuccesso. L’uomo si sa è testardo e  ha voluto riprovare a usare il computer.
Siccome s'è già dimenticato il poco, cioè niente, che sapeva è  arrivato un esperto, un certo Mosè, uomo di illimitata pazienza, a rispiegare tutto. La prima lezione  è stata sull’uso di Outlook. Uno spasso.
Per prima cosa gli ha detto di accendere il computer. Non trovava il pulsante ma è stato comunque velocissimo, solo tre tentativi a vuoto. Poi doveva  cercare l'icona di Outlook sul desktop. Ha risposto che le icone sono cose da ortodossi, e che lui S.Outlook non l'aveva mai sentito nominare. Chiarito l'equivoco, Mosè gli ha detto di fare  doppio clic per aprire. Dopo 27 tentativi c'è riuscito.
Poi doveva selezionare nuovo messaggio in alto a sinistra, l'ha circunavigato 19 volte prima di centrarlo. Mosè intanto s'era tolto la giacca. Il Romano era così contento che ha aperto tre nuovi messaggi insieme. Due li ha chiusi. Finalmente ha iniziato a scrivere, quando ha sbagliato voleva correggere col bianchetto. Mosè, con pazienza gli ha spiegato che non serve.
Gli ha detto di mettere il titolo e lui naturalmente ha scritto “Titolo”. Poi con molta perizia è passato alla stesura del testo. Un invito a cena in un romantico ristorante in campagna, per la moglie naturalmente.
Mosè cominciava a mostrare segni evidenti di nervosismo. Gli ha detto di fare clic sul pulsante "A:", lui ha cliccato sul pulsante in alto a destra e ha chiuso il messaggio. Ha dovuto rifare tutto. Mosè intanto sudava copiosamente, che neanche un ciclista dopo la salita del Gran Premio della Montagna.
Successivamente gli ha detto di scegliere con molta attenzione i nomi di quelli a cui voleva inviare. Con pazienza e tre litri di sudore gli ha spiegato che se un nome compare nella casella"A:" vuol dire che riceverà il messaggio.
Poi, l'imprevisto. Il dramma. Gli ha chiesto se voleva aggiungere altri destinatari. Cosa lui abbia capito è tuttora un mistero, fatto sta che ha aggiunto tutto l'elenco: 85 indirizzi di Esponenti di Spicco. Il povero Mosè non ha fatto in tempo a fermarlo. Ha premuto invio. Prima di svenire, Mosè  ha fatto in tempo a dirgli di inviare una mail di scuse a tutti gli indirizzi a cui ha inviato per sbaglio. Impresa titanica.
Stava ancora circunavigando nuovo messaggio che sono arrivate le risposte. Hanno accettato tutti tranne la moglie, impegnata in un torneo di Scopone Scientifico. Intanto  Mosè veniva portato via in stato confusionale. Pare gli abbiano consigliato di non avvicinarsi ad un computer per qualche giorno. Il Romano era  avvilito. Ha preso quattro aspirine perchè gli è venuto mal di testa. Poi ha telefonato al ristorante per prenotare un tavolo per 85. Quando c’è da sedersi alla tavola imbandita la nostra opposizione non si fa certo pregare.




permalink | inviato da il 2/7/2005 alle 7:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa

17 giugno 2005

Oggi fiaba. " Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non può comprendre.W Shakespeare.

La storia di Iggy

Questa storia cominciò la notte di Hallowen di qualche anno fa, quando Bob l’iguana si  innamorò, complice qualche birra di troppo, di  Gina la rana. Passione travolgente  il cui frutto fu Iggy un iguanarana, nuova razza  di cui, per ora, è l’unico esemplare. Era   bellissimo, dal padre aveva preso il corpo  lungo e verde a strisce, dalla mamma gli occhi un po’ sporgenti e la voce  gracidante. La prima volta che lasciò il nido, come tutti i piccoli era insicuro ma ben presto divenne il leader dei giovani iguana del villaggio. Cresceva felice, studiava poco e suonava benissimo il clarinetto, la sua unica grande passione. Almeno finchè non ebbe 15 anni e si innamorò perdutamente di  Klina. La guardava e sospirava, sospirava e la guardava e non trovava il coraggio di dichiararsi. Anche a lui, come per i suoi genitori, il coraggio di dichiararsi arrivò dopo qualche birra. La vista di Klina gli fece girare la testa ( o forse erano le birre) cominciò a ridacchiare  e a dire scemenze e, anche se era un po’ sbronzo capiva  benissimo che lo stava  rifiutarlo accampando mille scuse. Alla fine tirò in ballo persino un certo Mendel, un ricco trafficante di piselli, per quel che aveva capito lui .  Iggy aveva un caratterino pepato e prese talmente male il rifiuto di Klina che andò a casa prese il suo clarinetto e scappò nel suo rifugio segreto nella foresta a sbollire la rabbia. Qualche giorno dopo mentre sgranocchiava un fiore di ibisco sdraiato su un ramo senti una strana richiesta d’aiuto “ Aiutosss, qualcunosss mi  ssssente, affogossss, autossss.” Iggy si diresse verso la voce e trovò un serpente a sonagli che era rimasto incastrato sotto il ramo di un albero caduto nel torrente. Iggy lo liberò e diventarono amici. Si chiamava Lysss  e Iggy gli raccontò la sua storia, e il perché si trovava nella foresta. Poi prese il clarinetto e cominciò a suonare. Anche Lisss era un musicista, percussionista per la precisione e suonarono insieme. Erano talmente bravi che  attirarono Ringo, una scimmia che suonava la tromba e Leo un giaguaro sassofonista. Misero su un’orchestrina jazz e decisero di andare a cercar fortuna in città. Furono subito scritturati e divennero ben presto famosi  come Iggy e los Locos.  Iggy non pensava più a Klina  quando una sera se la trovò davanti nel locale dove suonava. Era in compagnia di un grosso iguana che fumava sigari puzzolenti. Iggy pensò che fosse Mendel, il trafficante di piselli. Lei lo riconobbe, gli sorrise, gli si avvicinò e lui la vide per quel che era: una ragazza un po’ scema, come quelle che urlavano e si dimenavano i suoi concerti. Lei lo guardò con occhi languidi, lui  pensava solo a come liberarsene. Per fortuna furono raggiunti da Naomi, una sventolazza zampa lunga che gli faceva gli occhi dolci. Klina lo salutò e se ne andò sculettando, Iggy la guardava e pensò “ Ci sono cose che non si possono comperare. Per tutto il resto c’è  Mastercard!!”

 




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14 maggio 2005

Racconto surreale: Zapping

La porta di casa è aperta, esco. Salgo su un TIR e parto,  tranquilla,  non lo so guidare ma non mi preoccupo molto. Sono ferma al semaforo e faccio un cigno con la lingua, tre ragazzi, molto carini, su un’auto vicina alla mia mi guardano sbalorditi. Sono alle Galapagos, chissà dove ho parcheggiato?  Vicino a me c’è Piero Angela che vuole parlarmi di Darwin. Adesso sono seduta su una grossa tartaruga e guardo un’iguana che esce dal nido. Piero Angela intanto è stato portato via  da un delfino curioso in cerca di caramelle. Scendo dalla tartaruga vado sulla spiaggia faccio tre buchi nella sabbia e ci attacco la spina della caffettiera elettrica. Il caffè è pronto su un tavolino bianco sopra una nuvola. Lo bevo mentre S. Pietro e Paolo Bonolis mi guardano sorridenti. Emilio Fede si fa la barba con un rasoio a cinque lame : la prima estrae il pelo, la seconda lo arrotola, la terza lo tortura, la quarta lo taglia e la quinta intreccia i peli stile rasta. Arriva Rosy Bindi che vuole cucinare i sofficini Findus per  un camaleonte verde mentre il mio cane corre per casa con un rotolo di carta igienica in bocca.  Bertinotti  è in una vasca da bagno piena di schiuma e urla minaccioso alle sue ascelle: “Altolà al sudore”, il sudore sembra terrorizzato e fugge. Nel bagno con lui c’è un bambino cinese seduto sul water che dice” Che puzza! Ma la mamma ha un nuovo trucco!  Voglio vedere il trucco! Torno verso il TIR ma dentro c’è George Clooney che fa ginnastica, meravigliosa visione, lo guardo incantata. Torno in cucina e trovo un bambino biondo che vuole farmi mangiare biscotti  arancioni  fatti col  dash. Intanto una mucca cerca di entrare dalla finestra convinta di essere nella fabbrica del parmigiano. Entrano in cucina Prodi, Rutelli e Fassino convinti di essere nella cabina di regia dell'Unione. Adesso sono in riva al mare e sto cercando di convincere un’orca marina a lavarmi il TIR. Lei non ne vuole sapere allora entro nelle macchie di vino di una tovaglia e resto incastrata nelle fibre.  Esco in giardino e vicino alla piscina, (non sapevo di averla), ci sono cinque  ebeti tremolanti  pieni di fili attaccati ad un elettrostimolatore .  Mentre l’occhio del Grande Fratello  mi guarda con inquietante fissità, parte in sottofondo la musica e Barbara d’Urso vuole sapere chi voglio eliminare. Arriva anche Gerry Scotti, è nudo, coperto solo da una foglia di fico, e  mi chiede minaccioso  “L’accendiamo?” Cosa dobbiamo accendere vorrei sapere. Sto meditando una risposta quando mi sveglio e mi  accorgo di essere sul divano del salotto. Forse dovrei guardare meno televisione!!

 

 

 

 

 




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