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C'è chi sente la pioggia... e c'è chi si bagna...

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Pensieri sparsi...

Preferisco l'umorismo alla politica,mi pare piu' giusto ridicolizzare cose serie che spacciare per serie cose ridicole. (G. Monduzzi)

Le cose serie vanno affrontate con leggerezza. Quelle di poco conto con serietà. ("Hagakure", il codice segreto del samurai)

Io parto per strappare una stella al cielo e poi,per paura del ridicolo, mi chino a raccogliere un fiore. (Kipling)

Omnem crede diem tibi diluxisse supremum (Fa' conto che ogni giorno sia stato l'ultimo a splendere per te )

Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Se pensi a una cosa alle tre del mattino e poi ci ripensi l’indomani a mezzogiorno, arrivi a conclusioni diverse. (Snoopy)

Satira: E' l'umorismo quando perde la pazienza. (G. Mosca)

Umorismo: e' il sorriso dell'intelligenza. (E. Ionesco)

L'umorismo e' un modo di scrostare i grandi sentimenti della loro idiozia.(R.Queneau)

E' difficile far ridere al giorno d'oggi. E' molto più facile far piangere, basta una cipolla. (C.Marchi)

Chi sa ridere è padrone del mondo (G. Leopardi)

La fantasia è più importante della conoscenza. (A. Einstain)

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17 settembre 2006

Il Giulivo, la Zanzara e la Fallaci..Che Storia!!

Giulivo e Zanzara hanno in comune, seppur in modo diverso, uno usa l’immagine, l’altra il testo, la voglia di fare satira politica. Un’esclusiva sinora della sinistra che, giustamente non la considera marginale.

Da questo imput è nata e si è  sviluppata una discussione sulla possibile interazione tra satira, informazione e le potenzialità di internet per veicolarla. La nostra satira ha fatto notizia, si è diffusa con una velocità che solo la rete permette. La sua credibilità, dovuta anche alla buona riuscita dell’imitazione di uno stile molto preciso e riconoscibile, ha trasformato lo scherzo pubblicato da un sito relativamente piccolo in un caso, che è riuscito a guadagnarsi l’onore di una smentita nientemeno che dalla diretta interessata. Oriana Fallaci in persona.

Come ci ha detto un professore universitario di Marketing, la nostra lettera può essere considerata un case history sulle potenzialità e il peso di internet nel diffondere informazione. Nel bene e nel male.

Ma veniamo alla cronistoria semiseria di una bufala troppo riuscita. Vediamo com’è andata. La scorsa settimana Giulivo e Zanzara, alla luce di quanto scritto sopra, hanno avuto la brillante pensata di confezionare, in occasione del 1 aprile, uno scherzo da pubblicare sul sito del Giulivo.

L’idea è stata perfezionata e ne è uscita una lettera-dichiarazione di voto in puro stile Fallaci. Deciso e tranchant come solo lei sa fare. E a quanto pare noi. Che siamo stati   sin troppo bravi. Lo scopo era vedere quanti ci sarebbero cascati prima che fosse scoperta la bufala.

Pubblicata col titolo “Lettera di una giornalista mai pubblicata” era assolutamente senza firma naturalmente. Lo scopo era una garbata presa in giro, un pesce d’aprile, e in qualche misura un esperimento con gli amici che frequentano il Giulivo trasformati in cavie involontarie, non certo spacciare per vero un falso. 

Che posso dire, siamo stati davvero troppo bravi e la lettera è stata da tutti  attribuita alla grande Oriana.  Per noi era finita lì. Lo scherzo era riuscito..Poi qualcuno l’ha copiata ed è arrivata nelle caselle mail di molti giornalisti..e pure in quella della Fallaci. Che giustamente non ha gradito e smentito fosse sua.

Sul Corriere e il Giorno è apparsa la notizia  che Oriana Fallaci era indignata e disgustata per una falsa mail che invita a votare uno dei due schieramenti e attacca il Centrosinistra. Indignata soprattutto perché, evidentemente è stata male informata, sulla presenza della sua firma. Che mai è esistita nell’originale. E che invece qualcuno troppo zelante ha aggiunto dopo averla prelevata dal Giulivo. E la bufala corre sul web.

Prepariamo una lettera di scuse che mettiamo sul Giulivo e  inviamo all’agenzia Ansa che ha diffuso la smentita dell’Oriana leggermente, vabbè molto, incazzata. Il giornalista dell’agenzia testuale dice “Avete fatto un bel botto”. A quanto pare…Si pensava di nuovo che la faccenda finisse lì..Col cavolo.

Dopo un giorno di calma piatta, ieri la mail ci riesplode sul computer..Circola e si diffonde come un blob inarrestabile..ma non solo. Alle 18 circa esce un lancio dell’agenzia Agi che testuale scrive.."Mi hanno chiesto una dichiarazione di voto. E io rispondo Si', perche' e' questo il momento di dichiarare con forza, con orgoglio la propria appartenenza. Senza paura. Per il nostro futuro". Lo afferma Oriana Fallaci in una lunga dichiarazione alla stampa”. Ma dove, ma quando!!

Repubblica riprende la notizia e la pubblica sul suo sito..dove rimane sino alle 19,10 quanto viene riconosciuta come bufala e quindi non attribuibile alla famosa giornalista. Si scopre che anche Dagospia l’ha pubblicata..Riparte la smentita per l’Agi e viene ripubblicata sul sito la lettera di scuse-smentita..E infine questo post.  Sara' quello che mette la parola fine alla storia infinita della bufala troppo riuscita? Speriamo di si. Che Storia!!

Ci fu poi un’ulteriore coda che trovate qui. 
La lettera originale la trovate Qui

Oriana Fallaci ci ha lasciato. Tutti le hanno reso omaggio. Io lo faccio oggi, riproponendo un post in cui racconto del mio “personale rapporto” con Oriana che fruttò una sua smentita piccata sui principali quotidiani  nazionali.




permalink | inviato da il 17/9/2006 alle 20:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa

15 settembre 2006

Quelli che..sono esclusi

L’autodimissionato fondatore del Processo del Lunedì scrive un’accorata lettera alla Ventura.

Centilissima amica Simona, nell’elevare un convinto saluto, che sportivamente rinnovando invio alla sua pregiata persona, non disgiunto dallo spirito sportivo che sempre mi anima, applaudo sbortivamente e convintamene all’ex-amico Lugiano, che sbordivamente lei ha ospitato. Mi chiedo berché congiuntamente non sono stato invitato angh’io?

Io, che nel novero della decennale amicizia che sembre, nel solco della nostra simpatia mai disgiunta dallo sbirito sportivo, sono stato il grande sbonsor dell’ex-amico Lugiano. Capisco che lei sportivamente lo sgobb onorando, e chi sono io per ergermi a giudice? La mia è stada una memorabile e francamente unica trasmissione che  ha elevado l’ex-amico Luggiano a onorabile dirigente simpatico, attualmente poco sbordivamente imbutato di illecito poco sportivo, non saprei dire altrimenti.

Se avesse interpellato il suo pubblico con gli esse-emme-esse e ghiesto sportivamente la mia bresenza, sono sicuro che il meraviglioso pubblico avrebbe sportivamente risposto, per lo spirito sportivo che convintamente lo anima che io fossi bresente. Centilissima Simona è stato sbortivamente invitato Vianello perché non io? Bersino il mio conterraneo sportivamete Ministro Masdella è stato invitato, perchè io no?

L’ez-amico Mocci non ha certo sbeso una parola, molto poco sportivamente, per ricordare il debbito di riconoscenza che io ebbi per lui sempre un posto di riguardo. In questo momento, poco sportivamente i miei sentimenti ingarbuglia e poco sportivamente erigerebbi un patibolo per l’ez-amico Mocci. Se avebbi ancora un pubblico meraviglioso da interpellare con gli esse-emme-esse sarebbi gertamente  a furor di popolo sbortivamete chiesto invitato.

E sbordivamente vorrei vedere pendere dalla forca l’ex-amico Lugiano, forse sembrerebbi che poco sportivamente mendico ma l’irriconoscenza ingarbuglia i sentimenti che lei ben gabisce. Io gapisco che sia difficile, senza il ricorso al moviolone e con la mia trasmissione osgurata, esbrimere un giudizio ma un invito, sono sicuro, sarebbe stato gradito anche dagli amici sponsor. In fondo ho sportivamente contribuito al successo di tanta televisione, ho fatto scuola e tutti mi debbino qualcosa. In primis l’amico Lugiano che non mi telefona, nonostante sia poco sportivamente un grande esberto del mezzo.

Un amico mi dice che anghe quando cadde l’impero romano tutti sgapparono. Non gonosco il signor Romano Impero, è forse presidente di una squadra di calcio retrocessa? Se avebbi angora una trasmissione lo inviterebbi senz’altro benché tra uguali è imbortante la solidarietà, io mi sento solidale  sportivamente. Anch’io come l’ez-amico Lugiano mi vergognavo ma il meraviglioso pubblico che ho interpellato personalmente, uno ad uno con gli esse-emme-esse è solidale. Il sentimento ingarbuglia la commozione e gredo che dovrebbi essere osbite anch’io per portare sportivamente la mia testimonianza sull’ez-amico Lugiano. Ne avrebbi da dire sul moviolone che lui voleva sembre addomesticato.

Come ben sanno gli amici sponsor sarei accolto da un bell’applauso non interrotto. Lui dige che sentiva come se gli sarebbi caduto un macigno in testa, io lo avrebbi ricevuto davvero. Io ho avuto, con lo spirito sportivo che sempre mi contraddistigue il coraggio di chiudere la trasmissione, che adesso mi chiedo sportivamente chi me l’ha fatto fare.

Lui fa la vittima e io che dovrei fare, imbiccarmi? Che mi manca il meraviglioso pubblico e mandare tutti quegli esse-emme-esse a tutti mi costato moltissimo. Io poco sportivamente mi chiedo perché non invitare anche me, nel novero di quella tradizione che mi onoro sembre di rispettare poco sportivamente mi chiedo ? Mocci è forse suo parente? Sul gorriere sono stati intervistati tutti, ma poco sportivamente io sono stato ignorato. Bersino Briadore. Io mi sento quei sentimenti che ingarbuglia e con lo spirito sbordivo che sempre mi anima chiedo berchè, berché io no?

Con saluti Aldo Biscardi

 

 




permalink | inviato da il 15/9/2006 alle 10:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa

4 giugno 2006

2 Giugno. Cronache Pacifiste.

Su Liberazione la gustosa Cronaca Pacifista sulla contromanifestazione del 2 Giugno di Checchino, il mio cronista preferito. Accorato fa notare che il cambiamento dalla scorso anno quando c’era Pisanu è palpabile. Secondo l’aulico Checchino il mefistofelico Ministro ordinò “Cariche violentissime e a freddo e l’anno precedente erano addirittura volate manganellate”.

Ora c’è il Governo del Giusto e la discontinuità è notevole. Come cantava il grande Lucio ”Da quanto ci sei tu tutto questo non c’è più”. Checchino, tesoro, erano quattogatti, di cui tregatti esponenti del Governo in carica, che forse un minimo di autocontrollo in più ce l’hanno. In fondo sono Onorevoli o meglio Cittadini come piacerebbe chiamarli al Fausto Presidente in quel di Montecitorio. Suggestivo termine coniato dalla Rivoluzione Francese. Molto adeguato al nuovo clima rivoluzionario del nuovo esecutivo.

Lidia Menapace, un cognome ossimoro e degna rappresentante del pacifismo arringa la folla. Con la miglior retorica progressista “Dobbiamo individuare forme di studio e di elaborazione delle cose che abbiamo gridato qui”. I soliti slogan. A Miliano hanno suonato pentole e scodelle. A Torino eran Fischi. A Bologna han lanciato pomodori. Ad Alessandria hanno messo letame sul palco. Tutti temi forti, tutte proposte con un ragionamento da comunicare.

La contromanifestazione e stata una simpatica, fantasiosa  kermesse per invitare al “Vilipendio delle forze armate” Lidia docet. Si son visti drappi arcobaleno sul ponte di Castel S.Angelo. Donne in nero che hanno sfilato con la nuova collezione primavera-estate di cappellini per la pace. C’è stato il “Die-in” al suono della sirena seguito da  una suggestiva simulazione di bombardamento tra i turisti. Cittadini Usa contro la guerra con  cartelli bilingue per facilitare la comprensione.

Le richieste eran più numerose e fantasiose del manifestanti ma tant’è. Ritiro senza se e senza ma e smilitarizzazioni delle basi militari. Riconversioni delle fabbriche d’armi, fine dell’occupazione della Palestina e disarmo nucleare. Ciliegina sulla torta, è da non crederci “Fine delle minacce all’Iran”. Ahmadinejad vuole cancellare fisicamente Israele, minaccia l’universo mondo e si sta dotando di nucleare e non per scopi pacifici…e la vittima di minacce è lui? Checchino che fumo circola dalle vostre parti?

Naturalmente l’abolizione della parata è d’obbligo perché ritenuta “Un simbolo atroce. I Cittadini-Parlamentari erano parecchi, il più alto in grado sicuramente Paolo Cento che è passato dal popolaresco appellativo di Er Piotta al più istituzionale Padoa Piotta, in onore al nuovo ruolo di sottosegretario antagonista del suo ministro suppongo.

Russo Spema parla di Afganistan come missione divisa in due parti. Militare e di ricostruzione. La prima va eliminata. La seconda ci penseranno i terroristi locali ad eliminarla immagino. Magnanimo dice che “Mica tutti devono venir via. 4 o 5 carabinieri all’Ambasciata li possiamo lasciare”.

Checchino ci ricorda malignamente che Rizzo partecipò al governo che bombardò Belgrado ma ora ravveduto sta sul ponte pure lui a criticare Bertinotti. Compunto ci informa che Caruso e Vitaliano della Sala avrebbero disobbedito fossero stati al posto di Bertinotti. L’onnipresente Ferrando lo Scissionista nota che l’anima è in piazza e il corpo sul palco una “Ricollocazione,  un tradimento delle ragioni per cui nacque Rifondazione”. Non ha poi torto. Risponde e spiega Gennaro Migliore “La figura istituzionale non è la rappresentazione del partito che è qui”. Quando si dice credere nei ruoli istituzionali.

Per oggi è tutto…ma domani…




permalink | inviato da il 4/6/2006 alle 9:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (26) | Versione per la stampa

31 maggio 2006

Caro Silvio ti scrivo…

Caro Silvio ti scrivo perché mi sarei leggermente stufata di perdere. Mi pare che la Cdl da un po’ troppo tempo non riesca ad imbroccarne una. Intanto il calo dei votanti è affar solo nostro. L’elettore progressista vota. Sempre. Anche moribondo. Se hai visto il cinefilo buonista Uolter trascinarsi in pigiama al seggio capisci che intendo. Come ordinava il Compagno Segretario del fu Pci dei bei tempi andati “Non un voto vada perso”. Noi quanti ne abbiamo persi?

I conti della serva lasciamoli fare agli addetti e vediamo perché li abbiamo persi. Perché dopo un mese in cui l’Unione ha dato spettacolo, e che spettacolo,  occupando tutte le cariche istituzionali in modo arrogante non si è riusciti a motivare un voto di dissenso verso questo modo barbaro di fare politica?

Ci è persino toccato assistere all’elezione in stile castrista del Presidente della Repubblica. Un candidato per un posto e ubbidir tacendo. Abbiamo visto la moltiplicazione delle poltrone per accontentare tutta la Galassia Unionista,  che neanche Gesù coi pani e coi pesci ha fatto di meglio. Abbiamo visto lo spettacolo deprimente di  Ministri che litigano e intervengono sulle altrui competenze, sottosegretari che promettono tasse e chi più ne ha più ne metta.

Perché non si è riusciti a motivare il nostro elettorato? Perché non si è stati in grado di far dare, da quella metà degli italiani che ti ha confermato fiducia, un segnale di indignazione di fronte allo spettacolo indecente offerto da una Sinistra inadeguata?

Silvio qui si continua a perdere non per meriti dell’avversario ma per demeriti nostri e questo non va. Le Politiche le abbiamo perse per certi atteggiamenti poco seri, usiamo un eufemismo, dei nostri Ministri e Leader di partito. Calderoli che mostra l’intimo e scatena l’Islam, poi non contento chiama porcata la sua legge elettorale. Devastante in termini d’immagine, ha dato l’idea di una Cdl Caserma dove ci si tura il naso ma si ubbidisce.

Fini e Follini per tacer di Casini che non han perso occasione per dare spettacolo contraddicendoti in pubblico e rivendicando improbabili leadership. Tu poi che ci hai messo del tuo. La promessa di abolire l’Ici fu un coupe de thratre formidabile..e poi te ne esci con i cinesi che lessano i bambini per cena. Ma che bisogno c’era? Alla stampa embedded alla Sinistra non parve vero di poterti neutralizzare spostando l’attenzione sull’incidente diplomatico.

Caro Silvio dagli errori bisogna imparare, trarre le conseguenze e correggere la rotta. Il capo sei tu. Sei stato chiaramente indicato dal nostro voto. È opinione condivisa da tutti che sei tu il catalizzatore, che è la tua presenza che motiva e stimola l’elettore di Centrodestra. Sei tu che devi riunire e tenere insieme la Cdl.  Fai in modo che i tuoi sgomitanti alleati ne prendano atto e agiscano di conseguenza.

Per vincere ci vogliono gli uomini e i tempi giusti. Chi è il Genio della Lampada che ti ha imposto di mettere un Buttiglione a sfidare Chiampaino, non solo sindaco uscente, ma con l’immagine rafforzata dal successo delle Olimpiadi? Candidatura, come quella di Alemanno, decisa ad appena un mese dalle elezioni. E davvero qualcuno pensava di vincere con questi presupposti? Si chiameranno pure equilibri di coalizione ma è stato un suicidio politico. Perché un torinese o un romano dovevano perder tempo ai seggi sapendo che non c’era partita? La gente vota se è motivata, qui la spinta è mancata completamente.

Ha ragione Feltri, tanto per cominciare guardati intorno e sbarazzati di quelli che ti remano contro. Sono quelli che sanno dire solo si senza darti consigli magari scomodi ma necessari e doverosi. Via la pletora degli yesman. Impariamo un po’ di strategia comunicativa dal Centrosinistra che sa motivare. Hanno fatto le primarie pagliacciata per scegliere un leader che già c’era. Un successo d’immagine che ha  dato ai loro elettori una sensazione di importanza e indispensabilità. Ha rafforzato il loro senso di appartenenza.

La consapevolezza di essere parte di un progetto è qualcosa che a noi manca. Inventatiamoci anche noi qualcosa che richieda la nostra partecipazione attiva. Il centrodestra non è radicato sul territorio. Non organizza feste di partito davvero popolari e poi, Silvio mi consenta, chiamare le sedi Club…sarà solo forma ma queste cose contano. È un nome che dà un’idea di esclusione non di inclusione come invece dovrebbe essere.

Ora tocca al Referendum sulla Devoluzione. Non facciamolo diventare la nostra ennesima Caporetto. Evitiamo di dare troppa enfasi al significato politico che pure ha. Cerchiamo di dare informazione, sembra che solo il 5% degli italiani sappia di che si tratta…e 4 sono di Sinistra. Questa legge fu votata da tutta la Cdl, evitiamo protagonismi fuori luogo con leader più o meno conosciuti che la chiamano porcata e vanno a far passerella sui loro giornali. Stanno aspettando solo quello. Silvio io sono con te ma..Cribbio voglio tornare a vincere! Forza Presidente che ce la possiamo fare!


Otimaster ha aperto un'interessante discussione sulla grazia a Sofri. QUI




permalink | inviato da il 31/5/2006 alle 8:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (84) | Versione per la stampa

30 maggio 2006

Parole in Libertà poco vigilata.

Il dato emergente delle Amministrative è il calo dell’affluenza ergo calo di voti in termini numerici, ma hanno vinto. Ennesima dimostrazione che la Matematica deve piegarsi alla Politica. Quanto abbiano vinto non si sa visto che hanno sostanzialmente  mantenuto lo status quo percentuale ma diminuendo il numero dei voti.


Il Prodigioso Romano da  Bruxelles ci fa pervenire  la dichiarazione del secolo. “Un testa a testa è diverso, a seconda di quale testa sia più avanti”. Un uomo davvero avanti. La sua dove sarà rimasta? Il portavoce del Prodigioso Romano ha divulgato un comunicato stampa per rassicurare gli italiani e i Mercati “La testa del Premier pur essendo  attualmente saldamente posizionata al posto assegnatole da Madre Natura denuncia problemi di connessione che saranno risolti al più presto”. Sempre ispirate dal fastidioso problema cognitivo le ultimative parole da incidere nella roccia per i Posteri “Naturalmente se uno vince è incoraggiante, se perde è scoraggiante”. Come ti capisco caro, non ci sono neanche  più le mezze stagioni e si stava meglio quando si stava peggio. Ecco.

Uolter Veltroni novello Lazzaro meglio conosciuto come il sindaco in pigiama è risorto. Domenica votò in deshabillé, un uomo provato che non aveva la forza neppure di vestirsi si trascinò al seggio per mostrare all’universo mondo di che pasta è fatto un sindaco progressista. Oggi il miracolo, non solo s’è vestito ma ha comiziato e partecipato pimpante ai festeggiamenti. La taumaturgica potenza dell’urna salvifica.

Il diessino Fava parla di vittoria in Sicilia dove però è stato riconfermato Cuffaro con 10 punti di vantaggio. L’importante è crederci. Rosetta vincente a Napoli euforica dichiara che nonostante i voti di scambio lei ha vinto. Informate la Rosetta Furiosa che gli indagati sono della Margherita e dell’Udeur, entrambi partiti che  la sostengono.

Castagnetti ritiene che al Nord “Abbiamo vinto anche dove abbiamo perso”. Tal Migliavacca lo incoraggia e sostiene convinto e parla di vittoria risicata al nord quindi una rimonta del Centrosinistra. Secondo loro è un successo parziale che non premia la destra. Vittoria dimezzata insomma. Detto dai rappresentanti di una coalizione che ha vinto le elezioni con 24mila voti di vantaggio su 40 e passa milioni fa la sua marcia figura.

Anche il calcio s’incrocia con la politica. Capello ha paragonato Calciopoli a Tangentopoli e la Juve al partito socialista. Un paragone azzardato ma tant’è. Il Ministro delle Infrastrutture Di Pietro "Non è una buona scusante per giustificare l'operato né degli allora esponenti del Psi né dei dirigenti della Juventus". Alla domanda: "Cosa può fare il governo?" risponde: "Non lo so". Sul sequestro di persona di cui Moggi e Giraudo devono rispondere nei confronti di Paparesta: "Tecnicamente c'è, ma se un pubblico ufficiale poi non avverte nessuno allora significa che ci sta". Come si cambia, da giustizialista a garantista. Miracoli della fede calcistica.

Luciano Moggi potrebbe presentarsi davanti all'Ufficio indagini della Fig secondo il suo legale. “Fare una sentenza contro di noi e senza di noi non la vedo una cosa percorribile". Vorrà comperare anche i giudici o arriverà a sequestrarli?

Diego Della Valle, l’industriale più amato a sinistra, ha denunciato con forza il complotto "Siamo noi la vittima. Abbiamo preso posizione in buona fede”. Chi si assomiglia si piglia, par di sentire Piero l’Intercettato quando parlava dello scandalo Unipol che lo coinvolse. E' la natura progressista che prende il sopravvento, sono i corsi e ricorsi della Storia.


Faccio un doveroso outing. Il Centrodestra ha tenuto ma senza i risultati auspicati e sperati. Certo che scegliere i candidati di Roma e Torino un mese prima delle elezioni e contrapporli a sindaci uscenti, quindi fisiologicamente avvantaggiati, non è stata una mossa geniale. Alemanno ha perso con onore, complimenti comunque. Buttiglione a Torino è stata la scelta peggiore, dettata dagli equilibri politici prima che da esigenze del territorio. Torni alla filosofia che di danni ne ha fatti a sufficienza.  Silvio ti prego cambia strategia e già che ci sei cambia anche consulenti perchè così non va.


Per oggi è tutto...ma domani..

 




permalink | inviato da il 30/5/2006 alle 9:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (36) | Versione per la stampa

29 maggio 2006

Destra & Sinistra. Aspettando Godot.

C’è chi aspetta Godot e chi il risultato delle amministrative. Il Governo del Giusto  al Gran Completo ha esternato su tutti i quotidiani che comunque vada non è un test su di loro. Il coro delle Voci Bianche Governative s’affanna a spiegare che “Non è un referendum sul Governo”. La paura corre sul Voto e loro corrono ai ripari. Non temono, figuriamoci. Vivono di granitiche certezze ma meglio mettere le mani avanti, non si sa mai.

Ma vediamo come furono commentati i risultati quando meno di 350mila elettori votarono a maggioranza per i candidati unionisti. Evidentemente 20 milioni di votanti contano meno dei 350 mila delle suppletive del 2004.

Apre le danze Piero Fassino “Una vittoria secca, netta e inequivocabile" che rincarò "E' l'ennesima conferma di quanto sia cambiato il giudizio degli italiani” Sempre Piero l’Intercettato "Non basta promettere la riduzione delle tasse". Vedremo che succede a promettere l’aumento. “È un risultato straordinario”. Così parlò il Prodigioso Romano. Naturalmente la richiesta di dimissioni al Governo in carica fu fatta a tambur battente.

Un esultante Francesco Rutelli dichiarò "E' una bellissima giornata. Il popolo dice al centrosinistra tornate al governo". Ora che ci siete non vedono l’ora che ve ne andiate. Che dirà l’inutile ma decorativo Ministro del Made in Italy se vince la parte avversa?
Massimo D'Alema commentò “È un risultato positivo". Sintetico pragmatismo marinaro. Fausto Bertinotti lo definì "Un dato politico che emerge prepotentemente". Crisi di consenso che investe la maggioranza di governo".

Per Alfonso Pecoraro Scanio fu “Una grande affermazione della Grande Alleanza Democratica”. Oliviero Diliberto "Esce ridimensionato drasticamente il governo. Dovrebbero trarne le conseguenze del caso. Il loro fallimento è evidente". Stasera spero sarà il Centrodestra ad esultare. Forza Letizia!!

Test sul Governo a parte, le amministrative hanno dimostrato, pure loro, come la fantasia sia davvero in Comune. Dopo le politiche senza preferenze è tornato il Candidato protagonista. Vediamo il meglio.  In pieno revival Teocon un candidato Dipietrista di Napoli si è fatto benedire i manifesti dal parroco. Come cantava la Vanoni “Proviamo anche con Dio non si sa mai”.

Gli slogan con rima baciata si sprecano. “Per un futuro vivibile scrivi Terribile”. Un azzardato ossimoro ma quello passava l’anagrafe. “Io sono Cacace, un nome che piace”. Tutto è possibile. “Vota Merolla il candidato che non ti molla”. Il potere delle cozze.

Ci sono poi gli slogan senza rete. Tal Cavallari promette “Cuore e sudore”. Metterci anche un deodorante altrimenti poveri elettori. Una candidata milanese si ispira alla Gioconda e ammicca “Paola la passione in Comune”. A Napoli c’è un “Folle sognatore”. Se non sarà eletto avrà un amaro risveglio. A Ragusa sembra che le donne in gravidanza votino Francalanza.  E che gli avrà promesso, la baby sitter a prezzo politico?

Poi ci sono i fortunati possessori di cognomi ad hoc. Tal Leale a Mogliano e un diessino Impegno, come dire, un nome una promessa. C’è Feroce, poco rassicurante ma evocativo. Come sempre in politica le vaghe promesse sono prassi consolidata. Si va da “Ne vedremo delle belle” ma non dice quali, a “Prima il lavoro e dopo..” e chi lo sa, mica vien detto.

Ultimo ma non ultimo il voto do ut des. Il veltroniano Fayer regala zucchero energetico. La fatica di arrivare al seggio va premiata. L’aennino Schiuma regala shampoo. Molto in tema. Una candidata Udc romana regala santini elettorali gratta e vinci con premio finale ad estrazione. Degna erede della Dc dei Gava. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Domani sapremo intanto continuiamo ad aspettare Godot.






permalink | inviato da il 29/5/2006 alle 8:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (35) | Versione per la stampa

22 maggio 2006

Governo Prodi. The Day After.

Come sarà il Governo dell’Era del Giusto? Quale la Missione? Durante la campagna elettorale Prodi strologava e prometteva “Faremo riforme radicali”. Radicale inteso come  sinonimo di liberale e quindi riforme incisive per liberalizzare e modernizzare. Ma il termine Radicale per gli esponenti della sinistra ex antagonista ha un significato tutt'altro che liberale. Chiede  interventi di protezione sociale che abbiano un sapore anticapitalista. E la sinistra in questo governo è presente, determinante, come scrivono molti commentatori è dominante. È decisiva.

La promessa elettorale del Prodigioso Ostaggio va quindi ad inserirsi nel solco della miglior tradizione vetero progressista per cui vinte le elezioni gabbato l’elettore. Vediamo brevemente quali le epocali Riforme Radicali Prioritarie del Novello Esecutivo e il grado di Riformismo Radicale dei suoi Ministri.

Riforme. Ritiro dall’Iraq immediato per dare soddisfazione ai pacifisti militanti. Amnistia che svuoti le carceri per dare soddisfazione agli avvocati che vedranno aumentare le cause per difendere gli amnistiati che torneranno subito a delinquere, perché avranno, non la certezza della Pena, ma quella della Grazia. Avranno comunque una certezza e questo conta.

Azzeramento della riforma Biagi e vedremo che faranno tutti quelli che, seppur senza articolo 18, un lavoro ce l’hanno. Dove andranno quando le industrie migreranno verso lidi con un mercato del lavoro meno vincolante. Combattere l’evasione fiscale fu il cavallo di battaglia della campagna elettorale, peccato che oltre la fumosa promessa non si sia andati, ma l’importante è lo slogan il come è di là da venire. Mica si può far tutto.

Abolire la parata militare del 2 giugno e sostituirla con un’evocativa e pacifista “Giornata del Disarmo”. Da festa delle Forze Armate a festa dei Noglobal che sfileranno nelle loro fantasiose divise complete di spranghe, molotov, kefie e tutto l’armamentario d’ordinanza. La marcia militare sarà sostituita dal suggestivo slogan “10 100 1000 Nassirya”. Molto radicale davvero come riforma.

Chiusura immediata dei Cpt e per risolvere la posizione giuridica dei clandestini, abolizione del reato di immigrazione clandestina. Il problema è risolto. Che faranno poi le masse che sbarcheranno a frotte nel Paese del Prodigio non è affare del Governo, sarà affar dei cittadini. Ma son particolari. Mica  può arrivare ovunque.

Le grandi opere, dal Ponte, alla Tav, al Brennero, tutte sospese o annullate. Mossa vincente per un rilancio in grande stile del turismo d’avventura. Già allo studio pacchetti all inclusive per suggestivi corsi di sopravvivenza sulla Salerno- Reggio Calabria o sul Passante abbandonato di Mestre.  Traversata in zattera dello Stretto, Rambaldi è già al lavoro per la creazione di Scilla e Caridi stile Jurassic Park, che renderanno la traversata più avventurosa. “Sulle orme dei pionieri” è l’evocativo titolo della settimana di trekking prevista per superare le Alpi, degno sostituto del tunnel della Tav.

I Vice-premier D’Alema e Rutelli si sono dati un obbiettivo ambizioso e difficile “I giornali hanno già pronti i titoli sui nostri scontri. Impegniamoci a non farli pubblicare” questa l’ottimistica dichiarazione del Massimo Veleggiante. È infatti prevista la chiusura dei quotidiani e la deportazione dei giornalisti colpevoli di diffusione di ”Notizie false e tendenziose atte a screditare l’armonioso esecutivo” come si legge in una nota ufficiale congiunta diffusa dai due ministri a riprova che esiste assoluta identità di vedute e idillica complicità.

Liberazione dà le pagelle. Giuliano Amato è gradito alla sinistra radicale perché ritenuto trasformista quindi capace di adeguarsi alle diverse situazioni. Arturo Parisi è considerato il più intelligente dei prodiani. Chissà gli altri. Rosy Bindi apre ai Pacs terminando così la trasformazione da pupa (intesa come insetto) democristiana a fulgida farfalla progressista senza se e senza ma. Liberazione le accredita un bel 90% di dna di Sinistra.

Sempre il prestigioso foglio da 90% a Mussi perché conosce Marcuse. Ottime credenziali che ne faranno un grande ministro. Paolo Ferrero (Solidarietà sociale) è un Compagno e non serve altro. Padoa Schioppa è, per la sinistra, una preghiera da esaudire “Che Dio ce la mandi buona”. Cesare Damiano (Lavoro) è un diessino troppo confindustriale. Andava meglio un Caruso immagino. Alessando Bianchi(Trasporti) bene sul Ponte lo aspettano sulla Tav. Livia Turco merita uno zero tondo perché rifiuta le interviste a Liberazione e ha aperto i Cpt. Linda Lanzillotta è amica di Microsoft quindi di destra. Giovanna Melandri è clintoniana ma di sinistra, quindi promossa.

Per oggi è tutto…ma domani..

 

 




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28 aprile 2006

Luca Volontè Über alles.

Luca Volontè un politico di cui mi chiedo il perché…ma non ho ancora trovato una risposta convincente. Un politico dalle soluzioni originalissime e dal pensiero svaporato come una coca-cola aperta da tre giorni. È l’Uomo dalle certezze granitiche delle quali rende partecipe l’universo mondo dalle pagine di Libero, il foglio dell’amico Feltri con cui vanta una consolidata amicizia dai tempi del referendum. Vittorio, l’amico fraterno  che, per stessa ammissione di Luca, gli ha svelato tutto quanto sa su come nascono i bambini.

Ora pare abbia messo in pratica gli insegnamenti perché si chiede con angoscia “A chi metto in mano mio figlio?”. Luca c’è il buon Vittorio. Ma quale oscura minaccia per l’italica prole agita il nostro baldo centrista? La diffusione dell’alcol tra i giovani. Problema serio e complesso che investe una serie di problematiche, che partono dal disagio giovanile, su cui psicologi ed esperti indagano e cercano risposte. La soluzione, semplice ed efficace, ce l’ha bell’e pronta il granitico Volontè.

Il Luca conosce il problema in modo non teorico, ci confida infatti che anche lui in gioventù s’è preso qualche ciucca col vino. Quantifica in 4  0 5 volte le sue intemperanze giovanili. Che uomo di mondo. Avrà anche fatto il militare a Cuneo? Probabile. Secondo il nostro pensoso politico il clamore breve di queste notizie è pari a quello sulla crisi di natalità. Che c’entra non si sa, ma pur sempre di figli si tratta.

Invitare i genitori alla vigilanza non basta, la famiglia e la scuola pare introducano modelli comportamentali sbagliati. Poi cita Don Giussani di sfuggita. Dopo aver sommariamente  snocciolato i dati sul preoccupante fenomeno ecco che dal cilindro centrista esce l’idea vincente. Mandare tutti a scuola dalla Merkel.

Secondo il nostro filosofo in Germania si sono accorti che il modello “Sesso droga e rock’n’roll” nonché quello “Dell’utero è talmente mio che me ne dimentico le funzioni riproduttive” non funziona. È decisamente fissato con la riproduzione il buon Luca.

Che c’azzecca la maestra Merkel in tutto questo? Il suo ministro della Famiglia, il maiuscolo è di Luca non mio stavolta,  ha fondato una “Lega per l’educazione” che auspica l’introduzione dei valori cristiani e prodotto un testo approvato dalle chiese cristiane. Le altre religioni hanno abbozzato senza far polemiche. Non spiega in concreto il buon Luca, anche perché pur cercando traccia di questa fantomatica legge non ho trovato nulla.

Secondo lui l’educazione pubblica deve trovare fondamento in quelle che definisce virtù cristiane e cioè “Fede (fiducia), speranza, carità, prudenza, giustizia, fortezza e temperanza”. Concetti  che fanno parte anche del patrimonio di valori laico? Secondo il nostro esperto no, perché sarebbero derisi dalla grande stampa e dai benpensanti. Se lo dice lui.

Poi indossa l’armatura del crociato e parte lancia in resta “Non emulare la Germania ci porrebbe ai margini della ripresa di coscienza cristiana che stà attraversando parte del continente europeo. Il ministro all’educazione inglese è una cattolica dell’Opus Dei”. O Luca che forzatura, gli inglesi sono protestanti anglicani e la signora sarà stata designata per meriti politici non religiosi.

Poi passa alla Francia e alla sua legge che vieta l’esposizione di simboli religiosi, cita solo il cattolico però. Legge necessaria visto la complessa situazione multietnica e le tensioni createsi tra ebrei e islamici. Ma son particolari che il nostro talebano non considera o forse non conosce.

Ora ci informa che in quel blasfemo paese i giovani non possono camminare in gruppi maggiori di tre. Che c’entra con i valori cristiani? Pare c’entri, perché turbato si chiede “Se son due coppiette che si fa?” Legge che incoraggia pratiche depravate secondo il nostro eroe che ne da una lettura molto originale, sottendendo un invito a quelle che il candido Volontè considera perversioni “Tre. Una coppietta e un transgenico”. Complimenti per la caduta di stile.

Rincara strologando di un Chesterton che ci farebbe un romanzo pieno di ironia e paradossi lasciando De Villepin in mutande. Non sono una cultrice di Chesterton ma mi pare scrittore troppo raffinato per scadere nel becero immaginario evocato da Volontè. Ma l’esperto è lui. I giovani francesi par di capire, Luca non spiega com’è arrivato alla conclusione, hanno dimostrato la distanza della politica dalla realtà. Caro  pure tu sei un campione del genere.

Il passaggio epocale “I ragazzi non si educano con lo stato totalitario”. E allora perché vuoi imporre nelle scuole, laiche e di tutti, un credo religioso unico come base? I valori occidentali, caro talebano, non sono appannaggio delle radici cristiane che pure esistono e sono importanti. Sono anche figli della cultura illuminista che ritiene che Dio non c’entri niente con la vita pubblica e con le basi dello stato. Caro Luca come sostenevano  Cavour, e prima di lui Montalembert "Libera Chiesa in libero Stato”.

Concludendo Luca era partito dagli eccessi alcolici giovanili, che mandando i figli a scuola in Germania, secondo lui, possono essere evitati. Peccato che i dati tedeschi sull’alcolismo giovanile siano molto più allarmanti di quelli italiani e che il governo abbia preso ben più seri provvedimenti preventivi di fumosi misconosciuti documenti approvati dalla chiesa cattolica in cui peraltro  si riconosce meno della metà della popolazione. Ma son particolari che non scalfiscono le granitiche certezze del nostro eroe. C’è solo da sperare che intervenga l’amico Feltri ad erudirlo anche su questo.


Faccio notare che per la prima volta compare un link nei miei post. Grazie a Bisquì che con santa pazienza mi ha spiegato come inserirlo. 

Questo post lo trovate pubblicato anche Qui & Qui




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27 aprile 2006

Unione. Secondo Copione.

Son partita mentre il teatrino politico  si produceva nel gustoso remake di “Una poltrona per due”. Protagonisti il Pradacalzato Presidente Massimo e il Subcomandante Fausto. Dopo cinque giorni di astinenza dalla politica nostrana, leggo che l’ha spuntata il Candidato Rifondato. E già si profila la prima grana.

Nella miglior tradizione dei fratelli-coltelli il Cinese ricorda all’ex-compagno di lotte che “Neppure Berlusconi era arrivato a tanto. Il partito che esprime la terza carica dello stato non può teorizzare la liceità del reato”. I Rifondati bolognesi si appellano all’Unione per fermare il giudice che indaga su alcuni militanti che hanno rinverdito i mai sopiti fasti dell’esproprio proletario e dell’autoriduzione. Quando si dice difendere l’indipendenza della magistratura. O Sergio che pretese, Caruso ha dichiarato che s’è candidato per poter depenalizzare questo tipo di reato e poi nella Rossa Bologna si indaga sui compagni che sbagliano. Non si fa.

25 Aprile milanese come da copione. Il numero dei partecipanti, come sempre è l’ennesima dimostrazione che la matematica applicata alla politica non è una scienza esatta ma un’opinione. 30mila per la questura. 100mila per gli organizzatori e il Corriere. 150mila per l’Unità. 200mila per Liberazione. Applicazione pratica del teorema che il manifestante visto da sinistra ha il dono della bilocazione ma se è molto di sinistra e si  impegna può anche arrivare alla trilocazione.

Letizia Moratti, candidata sindaco del centrodestra, che accompagnava il padre invalido,  nonché ex-deportato e medaglia d’argento della resistenza, è stata fischiata e insultata. La Sinistra, cominciando da Prodi  ha fatto la solita dichiarazione insulsa e senza presa di distanza netta “Un errore”. Ma va. Che dichiarazione forte, da incidere nella roccia.

Come scrive Galli Della Loggia “Prodi ha evitato di dire ciò che andava detto. Che la democrazia non sa che farsene dell’antifascismo dei faziosi e dei violenti”. Ernesto, caro, non poteva, quelli sono parti indispensabili della sua coalizione. Secondo Liberazione “Letizia Moratti non poteva aspettarsi altro dopo  aver invitato a non sfilare con bandiere di parte”. Caruso, il raffinato cultore della spranga, ritiene che “Hanno fatto bene ad  attaccare il ministro. Questa è le democrazia. Giustificazione  che fa la sua marcia figura dopo quella di Sua Prodezza Tentenna.

Il senatore Pallaro è il politico più importante d’Italia, paese di cui sa poco o nulla e dove non risiede. Come un grande statista è protagonista di incontri ad alto livello. Le sue dichiarazioni sono le più attese e importanti. Ha incontrato Prodi, che di lui ha bisogno per cercare un'improbabile maggioranza al Senato e dichiara di non aver sciolto la riserva “Mi ha presentato dei programmi che analizzerò attentamente”. Molto compreso nel suo ruolo incontrerà anche Berlusconi perché ha l’abitudine di ringraziare chi se va. "l'Etat, c'est moi !". Mai affermazione fu più adatta.

L’Europa ha presentato il rapporto, favorevole,  sulla Tav. Che dovrebbe dire la parola definitiva su impatto ambientale e pericolosità. I Comitati la considerano un’operazione di marketing e ribadiscono il no. Si attendono con ansia il no di Pecoraro Scanio, le manifestazioni e i blocchi, qualche bomba carta e l’arrivo di no-global da tutta Italia per una riedizione della festosa kermesse che ha deliziato l’inizio anno.

Report indaga sui finanziamenti pubblici ai giornali e scoppia un bel botta e risposta tra giornali di sinistra. Repubblica, con dovizia di particolari e tabelline riporta chi e per quanto, partecipa alla torta. L’Unità non gradisce, i suoi lettori neanche, che si citino i 6 milioni e rotti che prende. E allora ci informa che c’è “Una dimenticanza nella rinarrazione di Report-Robin Hood” Manca la parte relativa a Repubblica, ma ci pensano loro a dare completezza all’informazione. Il prestigioso foglio avrà anche il Fondatore che parla con Io e un ha rapporto privilegiato con le alte sfere ma vien foraggiato pure lui dai pubblici soldini. Nel 2004, tra periodici e quotidiani il foglio scalfariano riceve 12 milioni di euro. Apperò. E oggi si ricomincia.

 

 




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3 aprile 2006

L’Unità ai confini della realtà..e oltre.

Ultimi giorni prima del D-Day Elettorale. I progressisti in servizio effettivo permanente salgono sulle barricate e sparano ad alzo zero esternenando ai confini della realtà…vediamo il meglio perché a noi, corteggiatissimo Corpo Elettorale non resta che prenderla con ironia..
I Gemelli-Kamikaze, Antò & Furius, lanciano i loro devastanti editoriali dalle pagine dell’Unità. Le due esplosive Penne Rosse sono  sulle barricate e ci regalano pezzi alla nitro. Antò o Direttore, sempre pacato e misurato parla della prodiana definizione di   “Delinquenza Politica” rivolta alla destra. Per smorzare i toni usa il plurale majestatis “Mai definizione ci è apparsa più calzante”.
L'analisi del fumantino Antò "Tremonti vuole portare confusione tra i potenziali elettori del Centrosinistra". Il Giudizio Universale “La diffisione di notizie false, esagerate o tendenziose è reato”. Caro, il tuo foglio lo fa quotidianaente, stai facendo atto di pentimento e autocritica?  Naturalmente no. 
Poi denuncia con la forza tipica dei coraggiosi resistenti  la “Campagna terroristica…con missili e cannoni della Destra dedita alla delinquenza politica e non solo”. Feroci commandos di militanti di Forza Italia, sorvolano, con il riesumato Enola Gay, le inermi  truppe unioniste. Bombardamenti verbali per lasciare solo fumanti macerie. Che immagine commovente. Apperò ma che vuol dire non solo? Di quali altri immondi peccati si è macchiato il Pericolo Pubblico N°1?
Secondo Antò i teneri, indifesi,  agnelli unionisti possono difendersi solo con pistole ad acqua. Tesoro, toglimi una curiosità, come lo vogliamo  definire il titolo che sta sopra “Il loro piano. Distruggere lo stato sociale”? Delinquenza Giornalistica all’acqua avvelenata? Gli altri giornali naturalmente sono proni e quando parlano di Berlusconi “Sembra di essere a un ricevimento del Cuneo cavalleria”. Si vede che avranno fatto il militare a Cuneo tutti quanti.
Ce l’ha con Ostellino, che lo accusa di essere un po’ sopra le righe e cita etica, missioni salvifiche, il Terrore Francese e tal Saint Simon.  E mentre il Piero sfoglia libri fuori dalla biblioteca ci sono i terribili Dell’Utri e Previti che pare se freghino altamente dell’empirico scozzese. Antò, insomma il Piero non ce lo vedo molto con la cintura esplosiva che fa il resistente con te.
Ma lui è un buono. Prodi è buono. E’ l’Unione dei buoni che mostrano una “Disarmante mitezza sulla questione fiscale”. Tasse prossime venture dal sen fuggite..e allora per rimediare Prodi ha fatto la battuta. Infelice come lui, perché “Delinquenza Politica” era chiamata quella delle Brigate Rosse, i famosi Compagni che Sbagliano.
Antò passa il testimone a Furius che raccoglie col dovuto entusiasmo. E fa la Proposta del secolo “Finisca la persecuzione contro Bernardo Provenzano”. Si chiede perché perseguitare un mafioso quando gli stessi reati “Non hanno impedito ad altri di assumere rilevanti funzioni istituzionali”. Furius ti sei abbeverato alla stessa Fonte della Verità del compagno Violante? Guarda che ha dovuto rimangiarsi tutto.
Poi ce l’ha coi veri liberali, di cui lui non fa ovviamente parte,  che vogliono sgomberare il campo dai vecchi rancori e tributano a Mediaset il sostegno dei veri cultori della libertà. Furius vorrebbe fare le pulci indovina a chi? Perchè lui solo ha il coraggio di tenere la schiena dritta mica come certi colleghi e siccome non gli tremano certo i polsi, non le manda a dire ai pavidi compagni di penna.
Come per il mite Ostellino, ancora lui pover'uomo, che osa scrivere l'inenarrabile "Pensare una legge che impedisca a Berlusconi di fare politica contraddice il principio di lealtà e realtà". O l'odiato Confalonieri che sostiene "Silvio è un'anomalia perchè è un fenomeno". Furius considera che argomentazioni come queste sarebbero perfette  per la difesa di un imputato di stupro e violenza. Perdindirindina nientemeno. Caro, ma che c'entrano la realtà e l'essere un fenomeno con lo stupro? Non è dato sapere.
Ma è il mite Ostellino il bersaglio odierno, il nemico da abbattere che persevera e osa sostenere che "Il conflitto d'interessi non si risolve ignorando la volontà popolare". Parole infami che  minacciano la reputazione di elettori ed eletto, lui, del Centrosinistra perchè l'infamone osa scrivere che "Una legge punitiva per Mediaset sarebbe il conflitto d'interessi della Sinistra".
Povero Furius, aveva esultato quando il Corriere si era schierato. Sperava in un'alleanza militare. Sognava incursioni giornalistiche devastanti che avrebbero distrutto la destra brutta, sporca e cattiva..e invece sono come sempre soli sulle barricate.
Furius caro, il Corriere non è un'organo di partito, ma un quotidiano schierato che deve comunque mantenere un minimo di reputazione davanti ai suoi lettori moderati. Rassegnati, come l'Unità c'è solo l'Unità. Per fortuna.
I due pezzi su cui ho ironizzato sono esempi dell'inconfondibile stile Unità, che non è il foglio clandestino di qualche piccolo, oscuro partitino di estrema sinistra, ma, come scritto sull'intestazione, l'organo ufficiale dei Democratici di Sinistra. Il maggior partito dell'Unione di cui è verosimilmente il megafono e portavoce. Appunto.

 




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