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Pensieri sparsi...

Preferisco l'umorismo alla politica,mi pare piu' giusto ridicolizzare cose serie che spacciare per serie cose ridicole. (G. Monduzzi)

Le cose serie vanno affrontate con leggerezza. Quelle di poco conto con serietà. ("Hagakure", il codice segreto del samurai)

Io parto per strappare una stella al cielo e poi,per paura del ridicolo, mi chino a raccogliere un fiore. (Kipling)

Omnem crede diem tibi diluxisse supremum (Fa' conto che ogni giorno sia stato l'ultimo a splendere per te )

Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Se pensi a una cosa alle tre del mattino e poi ci ripensi l’indomani a mezzogiorno, arrivi a conclusioni diverse. (Snoopy)

Satira: E' l'umorismo quando perde la pazienza. (G. Mosca)

Umorismo: e' il sorriso dell'intelligenza. (E. Ionesco)

L'umorismo e' un modo di scrostare i grandi sentimenti della loro idiozia.(R.Queneau)

E' difficile far ridere al giorno d'oggi. E' molto più facile far piangere, basta una cipolla. (C.Marchi)

Chi sa ridere è padrone del mondo (G. Leopardi)

La fantasia è più importante della conoscenza. (A. Einstain)

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31 agosto 2005

Riassunto semiserio dell'avvincente Feuilleton delle Primarie Progressiste.

A tutt’oggi le candidature per le primarie sono ufficialmente sette. Cercherò, in puro stile feuilleton di raccontare quest’avvincente avventura che gli italiani seguono con la suspense e il pathos che  l’affascinante, intricata, vicenda, ricca di colpi di scena, merita.  Chi sono e per quale ragione si affrontano i candidati in lizza nella prestigiosa kermesse? Diversi per storia e provenienza gli antagonisti, ma tutti con in comune l’assoluta mancanza di un Programma. Perché prima il potere, poi, forse, se non c’è altro da fare, il dovere.

L’antefatto. Prodi Romano è il protagonista indiscusso, anche se discutibile, nonché il già designato  vincitore. Le Primarie furono una sua idea, vincente peraltro, con cui è riuscito a riempire per mesi le pagine di quotidiani e tv con una non notizia. Così le definisce “Sono un modo per liberare la società..chiunque può proporre..”. E infatti ce ne sono almeno altri sei che l’hanno preso in parola. Con un  Tir giallo super-attrezzato girerà l’Italia.  Un camion con televisori, luci, video e il podio per la campagna chiamata “Romano in Tour”. I fondi saranno raccolti tra i militanti attraverso l’ 899699906. Numero a pagamento naturalmente,  euro 2,50 a chiamata. E’ uomo dalle molteplici capacità “..Mi chiamano Professore..Presidente..Chi mi stima molto mi chiama Ingegnere”. Un plurilaureato sul campo e dal popolo. E ingegnere, mica un semplice operaio come si definì Berlusconi. Dovendo tenere insieme la disunita Unione ogni giorno cambia posizione, rilasciando sorprendenti e contraddittorie dichiarazioni. Ma è solo generosità, non vuole scontentare nessuno. Ha subito e subisce angherie e vessazioni da coloro che si dichiarano amici. Un uomo solo contro tutti dunque. Sulla sua tormentata strada s’è messo per primo il Subcomandante Fausto. Per distinguersi userà il treno per gli spostamenti. Fantasioso comunista rifondato che dichiara “Mi candido per parlare la lingua della sinistra”.  Quale? Quella di Castro? L’arcano sarà svelato solo in caso di vittoria. Poi però, nella miglior tradizione progressista si contraddice e confessa  “Ho da sempre l’ambizione di essere moderato”. Un comunista moderato, nuova specie Ogm?  Il nostro ha anche un guru, tal Fagioli che pare sia l’artefice della sua svolta esistenzialista e non violenta. Nel suo sito internet c’è  la visitatissima pagina dei Post-it, dove il Rifondato Popolo che lo sostiene può inviare i suoi “Voglio. Perché volere è un diritto che nessuno può negarci”. Ma nell’ombra trama anche l’inclemente Mastella, uomo del profondo sud, tenace e passionale.  La campagna parte da Telese con la festa per “ Mastella for President”. Si sposterà su un’elegante auto scoperta. Obbiettivo dichiarato incarnare l’anima centrista  del centro-sinistra, col trattino perché i particolari contano. La sua  candidatura è un sacrificio necessario per il bene del Paese poiché  Prodi non è un centrista perché mai iscritto alla DC”. E lui inoltre si candida per arginare lo zapaterismo dell’Unione. Allora ecco irrompere l’ardito Alfonso Pecoraro Scanio, che ritiene Zapatero la sua stella polare. Si sposterà con una barca a vela. L’obbiettivo dichiarato è “Costruire una grande area arcobaleno-progressista per superare la Margherita alle elezioni”. Mi chiedo se Caino sia stato il primo progressista della storia. Nel programma d’intenti figurano proposte come la chiusura dei Cpt e il dimezzamento del prezzo dei profilattici. E’ aiutato dai suggestivi e originali “Ulivisti per Pecoraro”.  L’Antonio Di Pietro è figura oscura e inquietante, uomo di poche parole, anche perché proprio non ne conosce, ha un disegno di difficile interpretazione. Cosa vuole costui? A chi vuol dare voce frapponendosi tra il Prode Prodi e gli altri pretendenti? Con l’aiuto di un esperto logopedista si è scoperto che l’uomo intende rappresentare chi non si riconosce ne’ nella Margherita ne’ nella Sinistra. Poi un nuovo, travolgente, coupe de theatre, ecco giungere un uomo che ha fatto della transumanza il suo stile di vita, Vittorio Sgarbi da Ferrara. Uomo colto, così nobilita l’indecorosa abitudine politica “..D’Annunzio andava verso la vita, io più modestamente verso la sopravvivenza…Il centrodestra sarà spazzato via, saremo 500 a 130”. Un personaggio che ha fatto della sincerità la sua bandiera, un po’ meno della coerenza, ma tocca accontentarsi. Da Londra allora parte con poche chance ma molto coraggio un giovane outsider, Ivan Scalfarotto. 40 anni e un profilo da Centrosinistra Spinto, Liberal e Girotondino. Candidatura sostenuta da fini umoristi quali Serra e Staino che non lo voteranno ma hanno sicuramente immesso una simpatica, satirica, nota destabilizzante nel già di suo destabilizzato Circo del Centrosinistra. Pare che stiano per irrompere altri scombinati protagonisti. Il seguito alle prossime avvincenti puntate.




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30 agosto 2005

Nanni Moretti. Il Moore de noartri riparte dal Caimano.

Nanni Moretti, il regista-icona dalla sinistra radicale e girotondina torna con  il progetto, originalissimo, di un nuovo film, “Il Caimano” ispirato a Berlusconi che, pare,   uscirà nella primavera 2006. Michael Moore, il simpatico e semi-sconosciuto documentarista che assurse al ruolo di eroe della sinistra mondiale per il suo film contro Bush, , ebbe la stessa pensata nel 2004 e si sa com’è andata a finire. Prima di dar conto degli articoli usciti sull’Espresso e la Repubblica vorrei ricordare com’è stato definito da un grande maestro del cinema italiano, Dino Risi: “Moretti non mi piace..” Neanche a me, è noioso e ripetitivo. “..E’ falso..” Una patacca direi “..Parla solo di se stesso..” Essendo convinto di essere un genio ineguagliabile di chi mai dovrebbe parlare? E poi narcisista com’è non ha altri argomenti. “Quando lo vedo in scena vorrei dirgli: spostati e fammi vedere il film”. Anche la maggioranza degli italiani concorda ma solo se il film non è uno dei suoi. Stupendo, magnifico, finalmente l'idolo del cinema impegnato e sinistrato italiano, è stato ridimensionato da qualcuno che non ha peli sulla lingua e soprattutto che di cinema se intende davvero. Grazie Risi! Ma veniamo  al progetto del film. Il titolo è scopiazzato dall’espressione con cui Franco Cordero ha definito Berlusconi in un suo articolo su Repubblica. Pare ci sarà risparmiato il Moretti attore perché “ Il  personaggio è più adatto a interpretarlo Silvio Orlando”. Che insolito attacco di modestia o è merito di Risi? Nel cast c'è anche Jasmine Trinca, da quando l'ho scelta per La stanza del figlio ha lavorato molto”.  Modesto come sempre. Sin qui l’Espresso. Veniamo a  Repubblica, l’inarrivabile, aulico, pindarico foglio progressista. “Nella guerra per la conquista dell’immaginario..” Addirittura. “..Là, dove l’energia dei simboli, la costruzione del senso s’intrecciano con la politica, la battaglia tra Berlusconi e Moretti ha qualcosa di epico”. Che prosa ispirata, degna della miglior tradizione scalfariana. Non ho capito niente.  Il simpatico giornalista coglie in Moretti “..Un sorriso che potrebbe essere un ghigno tutt’altro che avventato”. Difficoltà a digerire il pranzo? Poi si lancia in autentiche profezie “..Il film sarà visto con occhi politici”. Esce a marzo, parla di Berlusconi e si vota…vedi un pò tu come può esser visto.  Lui sa già che “..Berlusconi farà finta di niente”. La classe non è acqua. Lui sa che “..Il cinema svolge una funzione profetica”. Secondo il nostro articolista-aruspice, come “Il Portaborse” anticipò la fine della Prima Repubblica, “Il Caimano”, di cui non si conosce la trama, segnerà la fine di Berlusconi. E Silvio non può ignorarlo perché “..Berlusconi è un fantastico regista di se stesso, è un maxicollega di Moretti”. Un presidente-regista all’ennesima potenza. Poi il nostro riflette  “..Berlusconi non ha mai parlato di Moretti, che invece è stato prodigo di invettive e sfottò”. E’ la differenza che  passa tra una persona educata e un cafone. Ammette che “..Il silenzio può essere un segno di superiorità”. Effettivamente.  Ma subito si corregge e vola alto “..Può essere indice di inconfessabile timore..esprime un sentimento più complesso e variabile..poco smerciabile in politica..ne influenza i presupposti ..gli umori che la condizionano fino a spintonarla”. Ma questo che si è fumato? E’ un mio limite ma davvero fatico a capire. Sempre secondo il nostro profetico scribacchino, più di Silvio pare sarà il centrosinistra ad aver paura di Moretti “..Temono possa creare guai come in passato, ne temono la concorrenza come leader antipolitico”. L’urlo di piazza Navona nel 2002 non riescono a scordarlo.. “..Fu una maledizione biblica”. Concordo. Poi parte un meticoloso excursus sulla tradizione artistica antiberlusconiana nel mondo. “..Da Fo con <L’Anomalo Bicefalo> , alla statua in cera, appesa per un piede, dell’artista Jota Castro, sino alla finta medicina, il <Berluschenol>”. Poi l’apoteosi finale “..Non farà perdere voti a Berlusconi..” Se va come a Bush con Moore sarà il contrario. “I film non servono a questo”. Ah no? E allora perché un film del genere esce in periodo elettorale?




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29 agosto 2005

Totti & C. I Calciatori e l'evoluzione della specie.

Su Repubblica domenica è apparso un gustosissimo, affascinante, articolo sui calciatori e la loro evoluzione, assolutamente stupefacente, Lsd direi. L’autrice, pure lei stupefacente, comincia descrivendoli così “Sexy…Erotico…Con gli occhi neri e il tuo gioco micidiale...Pizzetto...Sopracciglia rifatte...Hollywood a centrocampo...Più Saint.Tropez che san Siro”. Dovrò cominciare a interessarmi di calcio.
“Accessoriati...con Ipod e Siti Internet”. E ancora “Niente peli…Tutti depilati…Muscoli non più coperti da foresta…Aspetto meno macho”. Signora, Si contenga!  “Il corpo meno sacro”. Avevano il corpo sacro? “Tatuaggi…Dio dello sport ti offro i miei centimetri: che vogliamo scriverci?” E’ un mondo sconosciuto che mi si rivela. Tazebao in pelle umana.
Pare preferiscano la pantofola per non allacciarsi le scarpe. Difficoltà coi nodi? Ma alla scuola materna che hanno imparato? “Via le maglie con le cuciture, provocano abrasioni…Il corpo va protetto”. E che portavano? Maglie di ruvida lana modello pastore transumante? Continua dicendo che il corpo va “Fatto respirare, non offeso col sudore”. Signora se si agitano e fa caldo sudano, è offensivo solo se non si usano deodoranti.
Per i pantaloncini, l’Adidas, pare stia studiando un tessuto “Per evitare dispersioni” Di che cosa? Meglio andare oltre. Politicamente "67% centrodestra, 20% Centrosinistra. Molti del Livorno sono di sinistra”. Lucarelli col pugno alzato ce lo ricordiamo. Una volta le fidanzate passavano tutta la domenica “In pigiama ad aspettare”. Perché poi non si vestissero non è spiegato. Pare che la fedeltà sia riservata allo “Stylist che cura l’immagine”. Di quella vivono. Come dargli torto.
“Leggono pochissimo e hanno studiato ancor meno”. Ma non dev’essere granchè importante visto quanto scritto sinora. Stipendi miliardari “Quasi nulla spesi in letture…imbarazzanti interviste con dietro librerie vuote come il frigo d’agosto”. Signora, alla luce di quanto detto sopra non mi pare poi così strano. Certo che almeno finti, tipo esposizione di mobili.
Però sensibili, pare che Totti "Voglia fare un Live8 dei calciatori per l’Africa”. Dopo i Pink Floyd e gli Who Er Pupone alla tastiera, sai che audience. “Prima il calciatore era antropologia, come la scimmia di Darwin”. Signora, sempre alla luce di quanto scritto a me pare che lì siamo rimasti. “Ora è sociologia contaminata da cronaca e attualità…il calcio non porta palla ma moda”. E a quanto pare pubblicità, visto l’elenco che ci propina. Dallo yogurt all’orologio.
“Viene invitato nei salotti…non importa se ha poco da dire…E’ ricco e ha immagine”. L’edonismo all’ennesima potenza. “Prima andava in tv vestito da cresima…intimorito” Educato direi. “Ora siede a gambe aperte..” Un po’ cafone…E le dispersioni? “Sguardo alla telecamera molto ricompensato”. Animali da palcoscenico. “Vieri sorride…e se parlava era un’edizione speciale?”. Signora direi proprio di si, meglio zitto in ogni caso.
Gli status-simbol “Porsche. Tv e Play-station”. Ognuno ha i suoi limitati miti. Poi nel finale la distruzione del Mito “Non appartengono al mondo dei valori. Sono pezzi di iceberg che vanno alla deriva”. Se lo dice lei. ”Il calciatore oggi è un uomo solo…che non cura l’anima ma i dintorni”. Per curare l’anima bisognerebbe prima avere la consapevolezza di possederne una.
Finale necrofilo. ”Quando morì  Meroni, un pazzo rubò il suo fegato, convinto ne avesse tanto”. Un ristoratore in crisi d’approvvigionamento? "A questi che gli prendono, il braccialetto?” Signora io la domanda sull’insostenibile,  vacua inutilità, della specie calcistica me la sono posta sin dall’inizio.

 




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27 agosto 2005

Primarie. Antonio di Pietro tra cicale che cinguettano e feste gay...

Antonio di Pietro, fulgida stella della stupefacente Galassia Progressista è un altro prestigioso candidato alle sinistrate primarie d’ottobre. Così si presenta “Non mi candido contro Prodi, ma per rispettare la sua volonta' di dar vita ad una consultazione seria”. Infatti il Prode Prodi dichiarò “Il gioco è interessante, ma almeno ci divertiamo ...”. Precisa poi che sarà “Una candidatura integrativa e non alternativa..”. Che vuol dire? Ce ne fosse uno nel centrosinistra che parla in modo comprensibile. Perentorio ha precisato “Io non sono comunista”. Bertinotti e Diliberto si e siete pure alleati. Integerrimo e inflessibile bacchetta i colleghi di coalizione  stigmatizzando “La furbizia di certi candidati che si fanno le ferie e le fanno passare per primarie”.  E chi sono questi furbetti? Ferie pagate dall’Unione? Ecco come presenta la sua  Italia dei Valori.“Al di là e al di sopra dell’appartenenza politica pregressa è chiamato chiunque voglia opporsi all’operazione volta ad espropriare le persone oneste da valori condivisi. Siamo contro la mistificazione semantica attraverso la quale la domanda di giustizia diventa giustizialismo..”. No comment anche perché I don’t understand. L’uomo è famoso per le sue dichiarazioni tranchant, vediamo le più suggestive: “Tra gli immigrati ci sono bande di sbandati che meriterebbero non la galera, ma il taglio degli attributi”. Chissà che ne pensano i comunisti e i no-global garantisti con cui fa comunella. I Democratici sono solo cicale che cinguettano”. Antò le cicale friniscono. Ed è pure laureato. Al Cepu? “Credo che si stanno ficcando in un ginepraio, ed è meglio che ci pensino due volte prima di fare ... un boomerang che non ha né capo né coda!”. Che dire, l’italiano per il nostro eroe è decisamente un’opinione. Alquanto confusa anche. “Mi ritiro con un trattore nel mio Molise”. E ancora “Non sono un politico e non penso di entrare in politica. Ma potete voi escludere la possibilità di vestirvi domani da donna? Tutto è possibile!”. Non si è vestito da donna, non ancora almeno, però in politica è entrato. Purtroppo. Per rimanere in argomento il rude molisano ha partecipato come ospite d’onore al ”Friendly Versilia Mardi Gras” la più grande festa estiva degli omosessuali. Ecco come è raccontato l’incontro sul sito gay.it “Due drag queen vanno all’assalto di Antonio Di Pietro “Una foto! Una foto!” invoca Markesa, quella tutta leopardata. La mia mamma sviene di sicuro! Cinguetta Regina, abito viola e parrucca blu. Lui sorride, le abbraccia e si mette in posa. Flash.  Poi sul palco “Katia Beni, spontanea e frizzante punzecchia Antonio Di Pietro e nel porgergli la mano gli dice: “Mi saluti pure tanto ho le Mani Pulite” e lui a ribattere : “Veramente anche io ho le mani pulite”, e lei pronta: “Si vede che non è stato in pineta”. Mi astengo da ogni commento, anche perché non l’ho capita. Poi, sull’argomento, si racconta così “Sono un eterosessuale che non ha mai avuto tentazioni gay, forse  perchè nessuno mi ha mai avvicinato in quel senso”. Che dire...confessione sconcertante. Tangentopoli secondo il Di Pietro confuso pensiero “Hanno capito che si poteva lasciar tremare il Bottegone ma tenere avanzata la posizione sul tema della corruzione”. Ai confini della semiotica e anche oltre. Parisi, altro grande comunicatore, così parla di lui “Di Pietro è  una saponetta che ci permette di essere più mobili”. Ma che funghi mangia quest’uomo? La componente socialista dell’Unione non lo ama molto. Così il ministro Stefano Caldoro.  La candidatura di Di Pietro è caratterizzata da anti socialismo e bieco giustizialismo”. Del Bue sempre nuovo Psi “Se non avessimo avuto anni di caccia alle streghe, Di Pietro di cosa parlerebbe? Sarebbe un politico muto. Bisognerebbe spiegargli che  il silenzio e' d'oro per le orecchie di chi ama la politica". Anche di chi ama l’italiano. E anche questo si candida a governare..

 

 




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26 agosto 2005

Primarie. Vittorio Sgarbi. Un Transumante e i suoi perchè.

Vittorio Sgarbi, un altro contendente delle Primarie Progressiste  racconta la sua scelta. Sotto il cielo d’agosto tutto ha un suo perché, immagino anche lui ce l’abbia. Cominciamo dall’esplicita  dichiarazione con cui motiva la sua transumanza politica. “Sono da sempre di sinistra”. Detto da un ex sottosegretario eletto con la Cdl.. è indubbiamente una notizia. Nobilita poi la sua scelta con una metafora colta “D’Annunzio andava verso la vita, io più modestamente verso la sopravvivenza”. I meno colti o più maliziosi traducano in “O Franza o Spagna purchè se magna”. Alla domanda se non sia scelta opportunista, risponde che “Il centrodestra sarà distrutto, saremo 500 a 130”. E’ già sul carro dei vincitori, comodamente assiso anche. Pragmatico. Andare a sinistra è semplice buonsenso. Aveva prima pensato a Mastella ma “..Non c’era convenienza perchè non aveva garanzie da offrirmi”. Un uomo votato all’altruismo, interessato solo al bene del paese. Aveva preso in considerazione anche la Margherita ma non dice perché non se ne fece nulla. L’avranno mandato a quel paese? Probabile. Allora ha scelto la Sbarbati, 0,2% vale il suo partito e il nostro allora ha deciso che potevano unire le forze ed arrivare nientemeno che al mirabolante stratosferico e determinante 1%.  Hai detto niente. Ha poi parlato con Prodi che gli ha detto si, ma si sa che il Professore fa di necessità virtù e imbarca tutti. Lo definisce un professionista della politica. Sarà un complimento? Mistero. Secondo lui Berlusconi lo ha tradito, cacciato. Quando si sono incontrati Silvio l’ha “..Guardato senza dare segni di vita”. E’ autocontrollo tesoro. E poi come dargli torto.  E pensare che generosamente gli aveva lanciato l’ancora di salvataggio cioè “..Andare dalla Fallaci per convincerla a guidare il movimento de La Forza della Ragione”. Mi pare che l’Oriana non fosse al corrente, ma il nostro vive di certezze granitiche. Da cosa gli derivino sarebbe interessante sapere. E poi siamo realisti, chi oserebbe mai dirgli di no? Con Berlusconi non ha più parlato perché  non gli ha telefonato,  e lui non chiama mai, vuol essere chiamato. Come tutte le primedonne deve essere corteggiato. Secondo l’irascibile critico d’arte, siccome il patrimonio artistico italiano è prevalentemente composto di chiese Buttiglione è l’uomo giusto alla cultura.  Allora andava bene anche un sagrestano. Alla domanda se aspira ad un ministero risponde sinceramente di si, ma da vero Servitore dello Stato si accontenterà di essere “..Il pronto soccorso dei monumenti”. Insolitamente modesto. Quando si parla di abnegazione. E’ anche uomo magnanimo, che dialoga con Veltroni e “..Persino con la Melandri”.  Che condiscendenza.  Immagino la Giovanna dei Parioli quanto sarà grata e commossa per l’insperato onore. Gli fu proposto di scrivere sull’Unità ma rifiutò perché “Chissa quanto pagano”. Il “Vissi d’arte e d’amor”  della Tosca non è nelle sue corde.  Il collegio elettorale lo vuole nei “Luoghi sgarbiani”. Conosco quelli manzoniani, di questi ignoravo l’esistenza. Ci sarà anche una guida con gli itinerari dei più suggestivi? Se non c’è ancora se la scriverà in proprio prima o poi. E’ pluridenunciato ma pare vinca una causa al giorno,  190  sinora, perché ne ha molte altre in corso. Passa il tempo a  litigare con mezzo mondo, dove trovi il tempo per il resto non  si sa. Ha scritto un libro “Le mie querele”. Dopo le prigioni di Pellico le querele di Sgarbi. O tempora o mores dicevano i latini. Non l’ha ancora pubblicato perché “..L’editore teme querele”. Il manzoniano Don Abbondio sentenziava che “Il coraggio se uno non ce l’ha non se lo può dare” E l’editore è uomo pavido, non c’è dubbio. Vediamo come è stata accolta la candidatura dai futuri alleati. Giulietto Chiesa pensa che “Il trasformismo di Sgarbi è tra gli episodi più rivoltanti..” Per Rizzo, Prc, “..E’ la ricerca di un posto al sole”. Naturalmente il vulcanico neo-progressista ha risposto pacatamente e con il consueto fair play “..Rizzo è un fascista di sinistra.” Chiesa invece ha “..Una mentalità stalinista”. Ha poi aggiunto che le Primarie sono “Uno scontro fratricida, meglio non farle”. L’indomito Vittorio pensa ad una disonorevole ritirata? Manco per niente “..Ritirerò la candidatura se lo faranno prima gli altri, altrimenti parteciperò volentieri al gioco al massacro..”. Un vero duro, rissoso e arrogante. L’uomo giusto nello schieramento giusto.

 




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25 agosto 2005

Centrosinistra. Candidature Straordinarie. Scalfarotto fa il botto alle Primarie.

Gli italiani sono ancora in vacanza ma nel Centrosinistra non c’è tregua vacanziera che tenga. Il frenetico attivismo che contraddistingue l’armoniosa Unione ci presenta una nuova, prestigiosa new enty nella spericolata competizione all’arma bianca delle Primarie. Et voilà, direttamente da Londra il candidato Scalfarotto Ivan. Parafrasando Don Abbondio chiedo “Scalfarotto. Chi era costui?”. E vediamo allora chi è l’ultimo, ma solo in ordine di tempo, candidato a rovinare l’Italia. Lo slogan programmatico è semplice ma chiaro ”Io partecipo”. Infatti. L’importante è partecipare. Un decoubertiano a tutto tondo. Un autentico sportivo. La nota saliente ci dice che è un 40enne  con poca esperienza politica, se si esclude una lettera, che risale al 1996, a nome dei “Delusi dell’Ulivo”, pubblicata da Repubblica. Domani mando anch’io una lettera se mi pubblicano mi candido. I factotum è tal Guadagni che alla richiesta  di occuparsi della campagna ha risposto  “Vedo che la tua impresa è pazzesca e quindi ci sto”.  Così si fa. Gente ardita, motivata, con sprezzo del pericolo nonché del ridicolo. Il programma è “..Troppo vago per mettersi a discutere, ma anche Prodi rimanda a data da destinarsi la presentazione del programma”. Se lo fa il Gran Capo, nonché vincitore a prescindere delle Primarie.. Qualunque sia il candidato il programma non c’è. Deve essere una regola non scritta ma ferrea a cui tutti si attengono scrupolosamente nel Centrosinistra. L’unica peraltro che pare  li veda d’accordo. Ivan è anche il fondatore dell’unico circolo londinese di “Libertà e Giustizia”. Popolare e capillare associazione che raccoglie ben 851 soci in tutto il mondo. Per Sandra Bonsanti presidente dall’esclusiva associazione è “..Un candidato animato da un impegno schietto e vivace”. Per gli attivisti impegnati nella raccolta delle firme è “..Un'iniziativa indipendente dal voto che esprimeremo il 16 ottobre”. La domanda sorge spontanea: ma perché si danno da fare per candidarlo se poi non intendono votarlo? Meravigliosa, spiazzante  Sinistra, sempre così sorprendente e imprevedibile. Sul suo sito (è un blogger) arrivano messaggi di questo tipo “ Ti aspettavo senza conoscerti". Delizioso stile fotoromanzo-progressista. Su Repubblica è descritto con "..Un profilo da Centrosinistra Spinto, ala Liberal con qualche venatura Girotondina". Il foglio scalfariano è, come sempre, eccezionale nello sfornare definizioni fantasiose. Volano sempre alto i Pindaro del giornalismo. Così ha informato la società per cui lavora "Vado un attimo in Italia per candidarmi primo ministro, ho comunicato ai vertici di Citygroup" Pare che i vertici non abbiano fatto una piega. The British aplomb. Wonderful! Ma nella turbolenta Unione, sempre molto poco british, come è stato accolto il coraggioso Ivan? Non molto bene pare, tanto che  Bonsanti ha dichiarato piccata “Meschina la reazione alla candidatura di Ivan Scalfarotto espressa da alcuni politici di primo piano del centro sinistra“. Vediamo nel dettaglio qualche meschinità. Castagnetti “..Non è una prova seria di democrazia”. Cioè avere più candidati non è democratico? Ma Castagnetti le sue prime esperienze politiche le ha fatte in Bulgaria? Vannino Chiti è pragmatico “..Contraddittorio sostenere Scalfarotto e poi votare Prodi”. Mi stupisco del suo stupore. E’ la Sinistra italiana bellezza!  Michele Serra, che è tra i sostenitori, dichiara “..Alle primarie voterò Prodi, perché vivo sulla Terra. Sostengo Scalfarotto perché almeno una volta al secolo bisognerà pure fare un gesto che corrisponda allegramente a quello che si sogna e soprattutto a quello che si pensa”. Come dichiarò d’Alema tempo fa “Prodi non è un leader ma è quello che passa il convento”. I presupposti per un futuro governo stabile, prestigioso, autorevole e duraturo ci sono tutti. Ivan è dichiaratamente gay e poteva mancare il parere di Grillini? Poteva, ma ci tocca.  “Le primarie saranno un mezzo Gay  Pride” e ancora “..Ci sono un omosex e un bisex. Una percentuale magnifica”, Mancano solo le Drag-Quenn ma non bisogna disperare per ottobre le troveranno senz’altro. Meravigliose. Stupefacenti. Le primarie del Centrosinistra si preannunciano come un avvincente feuilleton a tinte fosche. Rossastri bagliori nel cielo sopra Prodi. E si candidano a governare…




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24 agosto 2005

Chavez & Fidel...siamo la coppia più bella del mondo.

Due indiscussi giganti della democrazia mondiale si sono esibiti domenica mattina in un indimenticabile, stupefacente, show televisivo e radiofonico, “Ola America” un un’edizione molto speciale di “Alò Presidente” della durata di sei ore. Un’autentica maratona a menti unificate. E che menti. Il venezuelano, sorridente Hugo Chavez è  noto come lo sceicco di Caracas, per l’impronta democratica del suo modo di governare ma soprattutto per la disinvoltura con cui  gestisce le ingenti ricchezze derivanti dal petrolio, oramai divenute de facto sua personale proprietà. Che pare in parte usi anche per foraggiare vecchi caudillos della sinistra latinoamericana, sconfitti ma a quanto pare non domi. Non è solo altruismo ma necessità, poiché nessun governo riformista lo vuole come alleato perché ritenuto intollerante e aggressivo. Sporche calunnie di invidiosi naturalmente. Del cubano Fidel Castro è universalmente nota, da 50 anni almeno, la consolidata e democratica visione del potere e il  fair play, che da sempre lo contraddistingue, verso il dissenso dei pochi, ancora vivi, che  non lo apprezzano come indubbiamente merita. I due democratici governanti si sono scagliati contro la nefasta America. La trasmissione “Alò Presidente” è normalmente l’appuntamento domenicale fisso e  irrinunciabile per ogni buon venezuelano, che intenda continuare a vivere tranquillo. Immagino che chi ami vivere pericolosamente si dedichi ad altro. Per l’eccezionale incontro, l’imperdibile  duetto è stato simbolicamente trasmesso da Sandino paese cubano il cui nome evoca l’antimperialista, omonimo generale,  che guidò la rivolta nicaraguense contro l’America. I due leader si stimano dal tempo che fu.  Ma veniamo ai contenuti della performance dei due prestigiosi protagonisti. Chavez, l’ex parà,  è uomo dalle azioni coreografiche e sbrigative, la sua riforma agraria, ad esempio, è consistita anche nell’esproprio di un ranch del suddito di sua Maestà Britannica,  lord Vestey, noto produttore di carne. Il vulcanico Hugo si lancia poi in ardite profezie, secondo il nostro “Gli Usa scompariranno in questo secolo”. Se sarà merito suo non ci viene detto. Modesto e schivo come ogni grande statista. Dichiara convinto che “Cuba non è una dittatura ma una rivoluzione democratica”.  Appunto. Detto da uno che prima di essere eletto presidente tentò un golpe per prendere il potere è una dichiarazione che fa la sua marcia figura. Ha poi invitato l’amico Fidel a visitare il Venezuela, dove  “..Io sarò il pilota e tu il copilota”.  Lo ammira, ma  la guida è lui a casa sua, che diamine. Piloti ardimentosi del missile da mandare al nemico americano? Suppongo di si. Fidel naturalmente non è stato da meno e  ha presentato immagini che aulicamente raccontano l’amicizia fraterna tra i due paesi, il tutto sottolineato dalle struggenti note di “Si tengo un hermano” del cantautore cubano Silvio Rodriguez. Il linguaggio e i contenuti della trasmissione sono stati all’altezza della migliore tradizione antiamericana. Vediamo le migliori esternazioni: naturalmente il distensivo leit motiv era “L’America è il nostro nemico” seguito  dall’esaltazione “..Dell’umanesimo proprio del sistema socialista..che garantisce a tutti la vita e i diritti fondamentali”. Infatti il mondo è pieno di gente che farebbe carte false per andare  a vivere nei rinomati paesi del socialismo reale.  In Italia sono molti gli estimatori del democratico regime cubano, da Diliberto, segretario dei Comunisti Italiani al famosissimo giornalista (??!?) Gianni Minà, per citare i più noti, prestigiosi e adoranti. L’America è indubitabilmente “..Una grande minaccia e un grande distruttore di popoli”. Paese dal quale  moltitudini di disperati e oppressi rischiano la vita pur di scappare. Da Miami ogni giorno, le cronache giornalistiche, raccontano la partenza di barche fatiscenti, cariche di poveracci, attratti dal ricco e opulento paradiso caraibico. Cotante dichiarazioni fatte da loro, se non fossero i Dittatori che sono, potrebbero passare per surreali battute. Insieme hanno poi esaltato l’Alba, non il poetico sorgere del sole, ma “L’alternativa Boliviana” che entrambi ammirano per la forte carica socialista che può esprimere. L’ottobre scorso migliaia di persone, stanche di miseria e sfruttamento entrarono a La Paz chiedendo una Bolivia libera. Naturalmente non potevano mancare i collegamenti via satellite, con Daniel Ortega, prestigioso leader sandinista e Shafick Handball ex guerrigliero salvadoregno, come si vede la crema della democrazia Latino-americana a convegno. Mancava solo il brasiliano Lula, forse troppo impegnato a svuotar  mutande, piene di dollari di dubbia provenienza, dei suoi onesti collaboratori o a sopire i tanti scandali che lo affliggono.  Entrambi i simpatici intrattenitori televisivi indossavano la cravatta rossa, forse per rimarcare con orgoglio la comune radice politica. Come si dice Dittatori si nasce ma Showman di successo si diventa.

 

 




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23 agosto 2005

L'attivismo agostano di Prodi...e le stelle stanno a guardare.

Il Gran Ciambellano Prodi Romano a cosa si dedica in quest’agosto di stelle-Unipol cadenti sul Centrosinistra? Ce lo racconta con toni ispirati e devoti Edmondo Berselli sull’Espresso. I Prodi-boys, nome evocativo di masse festanti e adoranti, non potevano naturalmente mancare. Che fanno? “Si scambiano e-mail, discutono, dissentono e convergono”. Interessantissime attività, peccato che non ci venga spiegato quale sia lo scopo di tanto attivismo, ma tant’è. Pare lo facciano però disseminati per l’Italia. Un dilagante Blob Progressista. Ci racconta ancora l’adorante Edmondo, che il nostro ha lasciato l’avita magione e la banda dei 101, non i teneri dalmata disneyani, ma  i  parenti,  molti e di svariato grado, con i quali pare si dedicasse  “A escursioni sulla mongolfiera più grande d’Italia”. Non fatico a crederlo, per farceli star tutti.. Il Gran Capo, abbandonato l’Appennino Reggiano ora si dedica ad altrettanto suggestive quanto misteriose attività: discende la penisola sulla sua nuova Croma, uno dei migliori bidoni Fiat, su cui, udite udite, ha “La decalcomania dell’orgoglio automobilistico nazionale” che reca il fantastico slogan “Io viaggio italiano”. All’uscita del casello autostradale l’addetto ai pedaggi augura al nostro la vittoria, e il Professore “ Lo prende come indice di popolarità misurato on the road”.  L’incontro con uno, e dico uno solo, probabile elettore lui lo prende come indice di popolarità? Come si dice, l’importante è crederci. Il fantasioso Edmondo ci delizia poi con metafore  di sapore militaresco. A Castiglione della Pescaia il Prode  Candidato dell’Unione, incontra tal Andrea Papini, una sorta di eroico combattente che pare abbia resistito “Nella trincea della lista unitaria alle bordate di Ciriaco de Mita”. E la sua resistenza è arrivata “Fino al sacrificio estremo”. L’eroico Fidippide redivivo insomma. In cosa consista il sacrificio non è spiegato, ma non si può sempre sapere tutto. Arturo Parisi in Sardegna “Respinge i siluri dei Ds..” che “Lo accusano di aver riesumato la questione morale” e come li respinge il nuragico Arturo? Con dichiarazioni epocali come” C’è il rischio di raccogliere una domanda di alternativa con una risposta di alternanza” Tutto molto chiaro. Che vuol dire esattamente? Ma il criptico Parisi frequenta appositi corsi o gli vengono così “nature” le dichiarazioni? Giulio Santagata, altro fedele Prodi-boys, stà in Puglia impegnato a pensare nientemeno che “Al look del Tir giallo per le  Primarie” Caspita. Queste sono le priorità prioritarie. E il Programma? Solo a sentirlo nominare “Romano si infastidisce”.  Il programma è di là da venire perché “Il messaggio ai cittadini va ancorato alla realtà dei fatti, altrimenti si fa poesia”. Comunicare all’italico popolo il programma sul futuro del paese per il nostro Centrosinistra è fare poesia. Ermetica visti i soggetti. Il Berselli in un sussulto di realismo allora chiede “Ma alle primarie di che si parlerà?” Appunto, sentiamo. “Linee guida..” Quali? “Priorità”. Quali? Lo sapremo, forse, ma non oggi. Santagata intanto fra “Mattinate neghittose, grigliate di pesce e pomeriggi di puro attivismo” dichiara “Siamo keynesiani anche noi”. Mi astengo dal commentare auliche  espressioni quali “mattinate neghittose e puro attivismo”, che è meglio. Parliamo di Keynes. Secondo il dettato keynesiano, “L'inflazione va combattuta  con politiche atte a ridurre l'eccesso di domanda sull'offerta mediante un contenimento dei consumi. Con un aumento del prelievo fiscale e una riduzione degli investimenti”. Chi lo dice a Confindustria? Keynesiana è l’idea “Del contenimento della spesa pubblica”. Chi lo dice a Bertinotti che predica “Lo stato sociale non si tocca?”. Come disse Oscar Wilde “Val sempre la pena di fare una domanda, ma non sempre di darle una risposta”. Appunto.

Avviso ai naviganti, sul pensiero keynesiano considerate che la mia competenza (in generale su tutto ciò che è attinente ai numeri) è commovente. Nel senso che fa piangere. Siete pregati di non infierire.




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22 agosto 2005

Primarie. Il Centrosinistra si sveglia al canto del Gallo.

Sul palcoscenico delle Primarie del Centrosinistra irrompe un nuovo protagonista destinato a scombinare la già di suo scombinata kermesse progressista. Don Luigi Gallo, il prete no-global di Genova. 80anni portati alla grande e un entusiasmo senza eguali. Naturalmente ci sono già i Don Gallo boys, del centro sociale “Terra di Nessuno” che pensano  sia “Un sogno che si realizza”. Per altri sarà un incubo, ma a sinistra pare funzioni così. Il candidato dei Disobbedienti sarà un candidato “ Con un passamontagna arcobaleno in testa”. Un candidato senza volto dunque. Molto utile, vista l’età del simpatico religioso, che potrà farsi sostituire da una controfigura in caso di affaticamento eccessivo durante il tour elettorale. Non sappiamo se il passamontagna sarà in lana o in più fresco cotone. L’essenziale dettaglio sarà reso noto forse ad ottobre. Ma come, dove, da chi e soprattutto perché è nata l’idea di questa suggestiva candidatura alternativa al compagno Fausto? Tutto è cominciato il 30 luglio ad un convegno in Campania, organizzato da un altro grande  Disobbediente in abito talare, Don Vitaliano della Sala, che essendo stato disoccupato dal Vaticano, ora si dedica a tempo pieno ad organizzare incontri cui partecipano le migliori spranghe dell’area dei centri sociali e affini. Erano presenti anche altri due indiscussi maître  a penseur del prestigioso movimento, Luca Casarini e Francesco Caruso. E dall’unione di cotante eccelse menti è uscita l’idea, brillantissima e insolita, della candidatura incappucciata e multicolor per dare voce a “ Tutti i senza documenti..i senza casa e i senza speranza”.  E anche perché “..Qualche disturbo ai partiti dell’Unione deve pur essere fatto” . Ineccepibile. Fratelli-Coltelli forever.  Pare che la candidatura sarà ufficializzata durante il “Global Beach” che si terrà su una spiaggia che il simpatico movimento alternativo ha già occupato al Lido di Venezia. Tutto, come sempre, nel solco della migliore tradizione no-global.  Ecco come viene descritto Don Gallo su Liberazione, il foglio del Rifondato Popolo di sinistra “Un testimonial che ricorda il subcomandante Marcos..”.  Il pacifico guerrigliero che pubblicò anni fa un saggio dall’evocativo titolo "La quarta guerra mondiale è cominciata".  Ma vediamo nel dettaglio i propositi della new-entry in tonaca  delle Primarie. Il primo è sicuramente “L’amnistia per i reati dei Compagni nelle lotte di questi anni”. Che per chi non lo sapesse sono tutte quelle pacifiche dimostrazioni di civile dissenso,  quali lo sfascio di vetrine, bancomat e teste di poliziotti , nonché le cariche alla polizia e tutto quel che s’è visto al G8 di Genova  e in tante altre manifestazioni. Come ben si sa sono solo “Compagni che sbagliano”, un po’ troppo esuberanti ma vanno capiti e perdonati.  Naturalmente ci sono anche “La chiusura dei cpt e il no alla guerra”.  Essenziali priorità, ora, dopo  simili dichiarazioni d’intenti, siamo tutti più tranquilli. Il radioso futuro dell’Italia post-Berlusconi ci aspetta.  Don Gallo si dice colpito dal fatto che  “..In queste primarie è assente il programma e ciò che vogliono i vari candidati”. Sapesse quanto sono  colpiti gli italiani. Basiti proprio. Naturalmente non potevano mancare le dichiarazioni  più o meno entusiaste dei Personaggi di Spicco del Centrosinistra. Unità e Riformista, prestigiosi fogli mai in sintonia pare  sian entrambi contenti perché toglierà voti a Bertinotti. Vannino Chiti pragmatico dichiara che “Un prete non può fare il premier”. E dalle parti di Prc che si dice?  Agnoletto si dichiara assolutamente d’accordo. Russo Spema pur dicendosi d’accordo sottolinea che “..Bertinotti è già rappresentativo dei movimenti”. Sentinelli “..E’ fatta apposta per creare tensione preventiva”. Ferrando “La candidatura dei Movimenti significa essere d’accordo con Prodi e Rutelli”. Ma la battuta migliore la si trova sul sito Indymedia dove viene proposta, in alternativa ai Movimenti Alternativi che propongono  l’alternanza a Bertinotti, la candidatura di Nanni Moretti o quella ancor più prestigiosa di Luca Casarini. The show must go on.

 




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21 agosto 2005

Biondo. Il colore del mito da Eva alla Barbie.

“Tutto sulle bionde” è il titolo del libro della  giornalista del Times, Joanna Pitman. Un percorso sulla "biondezza" nella storia, sul colore che è stato per secoli associato alla bellezza, al fascino e al potere. Le persone che nascono bionde naturali sono il 5% della popolazione, ma il 30% delle donne è bionda. Lo psicologo Gabriele Traverso racconta sul mensile Maxim che, essendo  il biondo simbolo di potere e ricchezza  chi non ne è dotato naturalmente lo ricerca artificialmente. Eva, la prima donna, colei che induce, peraltro con successo e senza grande sforzo,  in tentazione Adamo è immaginata con lunghe fluenti chiome bionde a coprirne la nudità. Lo stesso Gesù, nonostante l’origine arabo-mediterranea è stato rappresentato con bionde chiome,  il biondo quindi anche come sinonimo di bontà divina. E la Madonna, la madre divina, è nell’immaginario collettivo, bionda.  Le arti e la letteratura ce ne raccontano il mito. Afrodite, la Venere dei romani, era rappresentata con una chioma lunga e bionda nelle statue a lei dedicate. Tra esse, la più famosa fu senza dubbio quella scolpita da Prassitele, custodita e venerata a Cnido. E’ proprio da Afrodite che ha origine il mito delle bionde, diventate simbolo di grazia, forse perché  è un colore molto raro tra le popolazioni mediterranee. Le Valchirie, le fanciulle guerriere del mito nordico , sono anch’esse bionde, quindi nonostante tra quelle popolazioni sia meno raro, il biondo rappresenta comunque la seduzione. Albione, colei che secondo la leggenda diede origine alla stirpe dei Celti e nel cui nome si identifica l’Inghilterra, era bionda. Gli Elfi e le Fate, magiche creature della tradizione nordica sono biondi.  Il color oro è sempre associato alla bellezza e al potere e la femminilità da allora è celebrata dalle chiome bionde. Poiché l'oro non è attaccato dalla ruggine, scrisse la poetessa Saffo, la chioma dorata di Venere simboleggia la sua libertà dalla contaminazione, dall'invecchiamento e dalla morte. Il biondo è  stato però anche considerato ambivalente, luce dorata e spirituale o tentazione diabolica. Nel Medioevo, periodo d’inquisizione e caccia alle streghe,le chiome chiare diventarono fonte di pregiudizio: una ciocca di capelli biondi secondo le credenze del tempo, era sufficiente ad accendere la febbre del desiderio. E l'associazione con le streghe e il diavolo divenne automatica. Numerose le bionde messe al rogo per stregoneria, il loro colore era considerato un indizio di colpevolezza. Nel Rinascimento il biondo tornò sinonimo di seduzione, senza funeste implicazioni diaboliche,  e la bionda Venere incarnò il canone della perfezione femminile influenzando la pittura la poesia e la vita quotidiana. Botticelli vi incarna la Primavera. Giovanbattista Tiepolo dipinse Cleopatra con un’improbabile biondo per sottolinearne il potere. Anche il Tiziano dipinde Eva con dorate chiome. Lucrezia Borgia è raffigurata dal Pinturicchio con lunghi capelli ondulati. Tutte bionde che incarnano nell’immaginario collettivo il pericolo della seduzione. Il Petrarca così descrive l’amata Laura “..Le crespe chiome d’or puro lucente..” e nella famosa "Chiare, fresche e dolci acque" così canta “..Chiome d’oro si fino a l’aura sciolse..". La mania del biondo diventa  un'ossessione. Che poteva portare fino alla calvizie, dal momento che nei secoli si sperimentavano i peggiori composti, dai minestroni di cenere, germogli d'orzo e fieno a miscellanee di farine varie per sfoggiare il mitico colore. Il biondo diventa un'ideologia negli Anni '30, con il culto della razza ariana nella Germania nazista. In Usa Hollywood produce migliaia di film nei quali spiega la diffusa preferenza per la donna dalla chioma dorata. Un film cult è "Venere Bionda", in cui Marlene Dietrich incarna la bionda divinità che volle cospargere sulla sua parrucca l'equivalente di 60 dollari di polvere d'oro, per regalarsi qualche scintillio in più. Ma il mito ancora oggi incontrastato è Marylin Monroe insuperabile nel film “Gli uomini preferiscono le bionde” che divenne per merito suo  un assioma. Nell’america del dopoguerra lo slogan pubblicitario di una tintura per capelli era “Se ho una vita sola voglio viverla da bionda”. Generazioni di bambine sono cresciute giocando con la Barbie, la bionda bambola, nata nel 1959, il cui appel resiste ancora oggi. Anche la canzone celebra il biondo, dalle “..Bionde trecce..” del nostalgico Battisti a De Andrè che canta “..Nel folto di lunghe trecce bionde il seno si confonde..” Secondo la teoria genetica del simpatico Mendel, il biondo è colore recessivo e pare che tra poche generazioni non esisteranno più portatori di biondo natuale. Peccato. Ma il suo mito resisterà comunque perchè "Biondo è bello"



                                                                                                     

 

 




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