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I Nodi Gordiani del Prodigioso Romano

Il Referendum è finito. Italiani andate al mare in pace. Ma per il Governo del Giusto la pace tra gli Ulivi, le Querce e la botanica assortita della serra unionista, pare non sia contemplata. I nodi gordiani abbondano e il Prodigio Romano non ha il coraggio, la determinazione e la statura politica di un Alessandro Magno per darci un taglio.

Il Senato è naturalmente il nodo più ostico. Basta perdere un senatore e cambia la maggioranza. La riedizione della vicenda del dipietrista De Gregorio, che votando per se stesso con i senatori del centrodestra è diventato presidente della commissione Difesa, è l’incubo del Prodigio. De Gregorio, coerente con l’Itv che rappresenta, ha già messo in preventivo un fitto calendario di viaggi all'estero. Turismo politico a spese nostre naturalmente.

Il Senato è militarizzato e ci sono sorveglianti e sorvegliati. Ai primi appartiene Franco Danieli che deve marcare stretto l’ondivago Pallaro che già ha votato con la Cdl. Altro nodo non da poco sono i senatori dimissionari causa incarichi istituzionali. E il Prodigioso Governo s’è inventato le dimissioni-contagocce. Dimissionari a piccoli gruppi, per scongiurare l’incubo della mancanza della maggioranza al Senato. C’è poi il nodo squisitamente abitativo. I 102 sgomitanti esponenti del governo devono avere adeguata sistemazione. Han creato le poltrone ma mancano materialmente le scrivanie.

La base è scontenta e non lo manda a dire. A Roma si son riuniti i circoli “Incontriamoci”, le battagliere avanguardie che rappresentano i quattro milioni  di progressisti, anche se i maligni parlano di cifre gonfiate,  che animarono l'anno scorso la suggestiva quanto inutile kermesse delle primarie per eleggere un leader che già c’era.

Pare che la riunione sia stata più una movimentata contestazione sulle troppe poltrone che un incontro cordiale. Giovanna “Prezzemolina” Melandri, attivissima nell’intervenire su qualsivoglia questione ha tentato di calare l’asso e galvanizzare il Popolo della Sinistra con la formula magica che mai fallì “Berlusconi non riconosce la legittimità di questo governo”. L’assemblea non ha raccolto..Giovanna che c’entra Berlusconi con le vostre beghe di cortile?

L’unità, battagliero foglio che ha fatto campagna permanente per la Sinistra denunciando l’inesistente dittatura della destra si è comportata come la serpe in seno e ha pubblicato un corrosivo articolo in cui rivelava che a Roma i partiti del centrosinistra si sono lottizzati gli assessori delle circoscrizioni. Pubblicando schemi e formazioni spartitorie che avrebbe lasciato senza fiato persino il mitico Cencelli. La chiusura è stata all’altezza “Questi i numeri dell'accordo. A meno di ritocchi".

La pattuglia pacifista è in servizio attivo permanente. Agguerriti e determinati vogliono l’immediato ritiro non solo dall'Iraq, ma anche dall’Afganistan. Se il prezzo è la crisi di governo pazienza. Come si dice, crepi Sansone con tutti i Filistei. La Senatrice Rina Gagliardi, paventando la sostituzione in corsa di Prc con l’Udc fa vittimismo preventivo "Il governo Prodi dispiace al Padronato, a Washington e alla Cei". Rina hai dimenticato il governo intergalattico di Vega che pare non gradire manco lui.

Pannella chiede un incarico dal governo con l'obiettivo di salvare Saddam dall'esecuzione capitale. E subito diventa ribalta per imbarazzanti show personali. Cesare Salvi pensa in grande e vuole utilizzare il logorroico Marco “Per svolgere iniziative in questo senso, e non solo per il caso di Saddam”. Il sospetto che lo vogliano mandare in giro per il mondo per levarselo dai piedi è forte.

Un Bertinotti nostalgico della libertà di dir la sua su tutto annuncia l’adesione al Gay Pride di Torino provocando malumori nella maggioranza. Manifestazione molto sentita dall’esecutivo del Prodigio. A Torino hanno sfilato due ministri, Barbara Pollastrini Pari opportunità e il collega della Solidarietà sociale Paolo Ferrero. Per riequilibrare, Fioroni, il titolare dell’Istruzione, ha partecipato a una riunione dell'intergruppo cattolico con esponenti di Udc, Forza Italia e molti rutelliani. Binetti e Fabio Mussi sono sempre più ai ferri corti sulle questioni etiche...con tutti questi problemi interni per governare non c’è tempo. A due mesi dall’insediamento il Governo del Giusto non ha ancora prodotto niente. Van capiti poverini mica si può arrivare dappertutto..

Per oggi è tutto..ma domani..

Pubblicato il 27/6/2006 alle 9.45 nella rubrica Primedonne Primarie.

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