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Bisogna saper perdere…

Risorti dalla polvere rossa dove credevano di averci già sepolto. Tutti già pronti per il festoso funerale che avrebbe sepolto la destra. Un altalenante pomeriggio di passione che ha visto colpi di scena senza soluzione di continuità. Le sciampiste hanno fatto il loro dovere compatte. Sono state segnalate colonne di Porche Cayenne con a bordo le simpatiche esperte del capello che in massa si sono recate a votare disciplinatamente e convintamene per la destra. E hanno salvato l’Italia dal Prodigio Progressista. E questo è un fatto.

Un rosso pomeriggio di passione con caroselli progressisti che baldanzosi godevano del trionfo annunciato. Annunciato ma non confermato perché come disse il Tentenna “Prudenza perché i dati sono incoerenti”. Parola di esperto. Di colui che ha fatto dell’incoerenza il suo tratto distintivo.

Gli exit pool hanno di nuovo toppato clamorosamente. Su Sky un Piepoli traumatizzato non capiva perché i dati reali si rifiutassero ostinatamente  di adeguarsi ai suoi sondaggi ed exit poll. Da indiscrezioni pare che sia già pronta la denuncia al tribunale sportivo per comportamento scorretto.

Fassino veniva promesso in varie trasmissioni ma l’uomo scivolava come un’anguilla. La Nexus si è chiusa in uno sdegnato silenzio solidarizzando con Piepoli. Piazza S.S. Apostoli è partita in un tripudio di bandiere festanti che garrivano al vento dell’illusione unionista. Poi è arrivata la tramontana Polare che ha gelato gli entusiasmi del popolo progressista.

Tentenna era macerato da dubbi Morettiani “Mi si nota di più se vado o non vado?” Lo champagne è stato rimesso in fresco per il prossimo capodanno. Prodi è stato sorpreso mentre cercava di filarsela all’inglese. E’ stato avvistato e ha dovuto tornare nel fortino. Poi è salito sul palco a cacciar balle e fare velate accuse sui ritardi.

Il Masaniello dell’Unione ha tentato di incitare la folla. Con scarso successo, le truppe erano demotivate e poco combattive. Dimentica che nel 2001 l’allora ministro Bianco fece ridere l’universo mondo per le scene tragicomiche di elettori in coda con risse e i seggi rimasti aperti ad oltranza per permettere a tutti di votare.

Rutelli era come il bollettino della neve. Non pervenuto. Voci incontrollate parlano di profonda delusione del fotomodello prestato alla politica. Delusione per il contributo dato dalle sciampiste alla debacle progressista. Ha parlato con amarezza di tradimento di una categoria alla quale da quotidianamente un robusto contributo economico. Pare che rammaricato abbia parlato di ingratitudine.

Intanto la piazza si interogava. La domanda angosciante correva di bocca in bocca, la Campania, l’ultima spiaggia, l’ancora di salvezza cui aggrapparsi rimaneva un incognita. Se andavano a casa a guardare Mediaset lo sapevano. Intanto la tensione saliva come uno tsunami inarrestabile. Mentre aumentavano le sezioni scrutinate si assottigliava sempre più la differenza tra i poli. Una vittoria di Pirro per entrambi giocata sull’ultimo voto. Il famoso voto della bandiera. Inutile per governare ma vuoi mettere la soddisfazione.

All’1,30 viene annunciato Fassino. La tensione sale per l’attesa della primadonna diessina che creava il pathos . Il coupe de theatre prevede che Piero l’Intercettato arrivasse in conbine con i definitivi del senato. Abemus Senato, almeno quello. Visto che i diesse sono rimasti inchiodati come rocce al loro minimo storico. Quando si dice affezionarsi alle cose.

Ma il destino cinico e baro, le sciampiste e i sardi del Mediocampidano hanno negato il risultato e il Piero  non s’è mostrato. Gli abitanti del misconosciuto  Mediocampidano  hanno tenuto col fiato sospeso l’Italia nottambula in attesa di conoscere il destino del Senato. Poi Fassino è arrivato e ha fatto la battuta “Abbiamo vinto”.  Cosa? Caro alla Camera forse perché alo stato dell’arte non c’è certezza e lo scarto è minimo e suscettibile di ulteriori controlli. E poi senza Senato n’do annate?  In piazza intanto andava in scena il prodigio comico. Tentenna e l’Indossatore che si abbracciano sulle note  di Fossati.

I giornali di sinistra hanno creato titoli in consecutio temporum. L’Unità parla angosciata  e accorata di  “Italia in bilico” e il Manifesto pragmatico fotografa la caduta “Ci siamo fatti del male”. Inciampati malamente. Che botto. Intanto la piazza dimostra cosa il popolo  progressista che accusa la becera destra di alimentare odio e divisioni, intende per rasserenare il clima. Sul maxischermo che domina la piazza appare Mentana e partono fischi  e insulti nei confronti dell’odiata Mediaset.

Dedico ai poveri, depressi, delusi progressisti sull’orlo di una crisi di nervi  un mitico pezzo degli anni 60 “Bisogna saper perdere. Non sempre si può vincere. Ogni volta che tu vuoi. Tu non devi odiarmi se sorridere non sai. Dammi la tua mano siamo amici più che mai! Bisogna saper perdere! Bisogna saper perdere! Non sempre si può vincere e allora cosa vuoi?”
Ieri ho avuto un boom di accessi..oggi ho scoperto perchè. Son finita su Dagospia col post di sabato. Ecco il link..
        http://213.215.144.81/public_html/articolo_index_23565.html

Pubblicato il 11/4/2006 alle 8.35 nella rubrica Racconti Surreali.

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