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Presidenti Emergenti.

Nella fulgida Era Prodi si è realizzato concretamente uno dei migliori slogan coniati negli anni ’70 e adottato con entusiasmo dalla nostra Straordinaria Classe Politica. “La Fantasia al potere”. Espressione alta dispiegatasi nella variegata rosa di nomi emersa durante le votazioni alla Camera. Deputati e commentatori politici si interrogano e la domanda ricorrente è “I nomi scelti quale occulte speranze e aspettative nascondono?”

E allora vediamoli questi oscuri significati. Quali le pressanti richieste che si nascondono dietro le più o meno inconsce scelte emerse. Quali messaggi più o meno trasversali sono stati lanciati e a quale schieramento politico attribuire la scelta. Siamo o no il paese della dietrologia? E allora vediamo i gustosi retroscena.

Il Centrodestra ha votato compatto per Gianni Letta ma ci sono state eccezioni.

Oriana Fallaci, scelta presumibilmente leghista, potrebbe essere l’espressione del desiderio di un presidente deciso e tranchant. Uno con le palle insomma. La signora è decisamente il meglio su piazza sotto questo aspetto.

Giorgio Almirante. Scelta di qualche nostalgico revanchista del Grande Segretario molto amato per la sua energia. Che sia tra i più da tempo pare ininfluente. Altrettanto significativo sarebbe stato il nome di Donna Assunta. Scelta quindi fortemente tradizionalista e dal forte sapore maschilista. Meglio eleggere Presidente un morto che avere una donna al Colle. Un pizzino a Fini per dichiarare che considera sia stato sbagliatissimo togliere la Fiamma dal simbolo e dare il voto alle donne.

Bruno Vespa. Scelta sicuramente centrista ma difficilmente attribuibile in modo netto e non equivoco a uno dei due schieramenti. Messaggio deliziosamente terzista. È  un  nome dal forte sapore bipartisan su cui convergere per un presidente davvero ecumenico.

Passiamo alle scelte certamente attribuibili al Centrosinistra. Iniziamo dal nome più gettonato. Bianca. Bianca Berlinguer for president potrebbe essere la scelta dei nostalgici dell’austero padre. Donna austera pure lei, sottenderebbe un deciso richiamo alla questione morale tanto cara all’augusto padre. Un forte messaggio alla dirigenza diessina. Meno Barche, meno Banche e più Sinistra.

O si intendeva la Bianca del film del severo censore Moretti? Invito ad avere finalmente un Presidente di Sinistra che faccia qualcosa di Sinistra e dica qualcosa di Sinistra. Quindi certamente non D’Alema.

O è l’acronimo del sestetto che potrebbe salire al colle inaugurando l’inedita Staffetta Presidenziale? Scelta coraggiosa e risolutiva per accontentare le variegate anime che animano il Centrosinistra. Potrebbe realisticamente essere formata da diverse combinazioni. La più accreditata è formata da Boselli e/o Bonino essendo i due intercambiabili. Ingrao, Angius e Napolitano per accontentare la sinistra maggioritaria laica con Castagnetti e Antonio Di Pietro a stemperare e per accontentare la componente moderata. Una sorta di Scrabble Politico che sostituirebbe il Sudoku nelle italiche passioni per l’enigmistica più complessa.

Linda Giuva, moglie di Massimo D’Alema è chiaramente un pizzino. Paragonabile per  l’intrinseca intensità dell’invito contenuto, al fantasioso e devastante Francesco inviato durante le elezioni del presidente del Senato.

Francesco Guccini. Qui i riferimenti sono assolutamente chiari e non travisabili. Scelta della sinistra più rivoluzionaria e anarchica. Pressante richiesta di un Presidente-Locomotiva della rinascita di una Sinistra Dura e Pura senza compromessi. Un Presidente  dal forte impianto proletario capace di illuminare l'aria con la fiaccola dell' anarchia. Capace di dare speranza ai contadini curvi con parole ispirate che si spandono nell’aria "Fratello, non temere, che corro al mio dovere! Trionfi la giustizia proletaria!”

Stefano Rodotà sembra scelta dell’ala rutelliana, per un presidente elegantemente blasè, autentico garante della privacy e del te delle cinque, che saprebbe dare il giusto risalto all’eleganza naturale dei Granatieri e rivalutare la erre moscia come simbolo di eleganza aristocratica.

Gino Strada. Scelta della Sinistra che vuol lanciare l’allarme sui mali che affliggono l’Italia. Un Presidente Medico che sappia curarli rifacendosi alla filosofia del Manifesto. Da Marx a Parlato passando per la Rossanda.

Mauro Prignano, cronista politico di Libero. Pizzino dal forte sapore provocatorio. Messaggio chiaro di una Sinistra allo sbando che vorrebbe una guida autorevole e in controtendenza. Feltri for president. Saprebbe risollevare le sorti della politica progressista come ha risollevato le vendite di Libero.

E oggi si replica. Quali altri interessanti retroscena più o meno inconsci usciranno dalle prossime votazioni?. E chi lo sa. Siamo il  popolo dei pizzini e della dietrologia fantasiosa abbiamo fatto un’arte.

Per oggi è tutto..ma domani.. 

Pubblicato il 9/5/2006 alle 9.53 nella rubrica Primedonne Primarie.

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